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30 anni e io sorrido

Quando tuo padre decide di mancarti. Per sempre.
Quando ero più giovane, se non più piccola, vedevo i 30 anni come “l’età del diventare grande”.
Ci sono cose che ti portano ad essere grande prima del tempo.
Ti trovi ad affrontare cose che alle volte nemmeno a cinquant’anni sapresti come reagire.
Essere figlia di un padre suicida è questo. A distanza di qualche anno io questa parola non riesco ancora a dirla. Scriverla è più semplice.
scrivere-di-videogiochi-editoriale-810x400Quando la sera prima esci con gli amici, spensierata com’è giusto che sia e, il giorno dopo entri in un vortice in cui esci dopo giorni, e ci esci piangendo. Forse non ci esci più a dire il vero da questo vortice.
Dico forse perché comunque l’età della spensieratezza è ancora un tuo diritto. Nonostante qualche caduta, cerchi di riprendere in mano tutto ciò che avevi prima…alle volte questo sfugge dalle tue mani o forse lo fai sfuggire di proposito.
Vallo a capire.
Poi i 30 anni arrivano.
IMG_2394E li accogli sorridendo, perché in fondo il sorriso non l’hai mai voluto perdere. Non sarebbe stato giusto.
Arrivano nuove consapevolezze, ti senti grande… più grande di quello che ti sentivi quando stavi affrontando certe cose.
Questo è un essere “grande giusto” con tutti gli sbagli e le curiosità che è lecito fare e avere.
Ti assale comunque una nostalgia, l’importante è farle capire che non ha diritto di prendersi troppo posto in te. Una nostalgia nel voler accanto a te un padre fino a quel giorno perfetto, che affrontasse con te i passi della tua crescita.
278854-thumb-full-padri_e_figlie_clip_russell_crowIl sorriso allora li diventa un po’ amaro.
A quel punto, per l’ennesima volta, realizzi che non è lì. Non può dirti brava, non può dirti ti aiuto io tranquilla, non può dirti io farei così, ma poi vedi tu… non può dirti più nulla.
Ecco però che secondo me deve rientrare in gioco il sorriso, un compagno d’avventure importantissimo. Rientra in gioco perché sorrido ogni volta che penso a cosa mi direbbe.
Io a 30 anni ho imparato che se sorridi, hai tutta un’altra visuale. Nessuno ha diritto di togliertelo, nemmeno un padre che ha deciso di mancarti per sempre.

M.
itrentenni@gmail.com

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