Tirocinio-o-Università-Ecco-come-fare-a-scegliere

A 33 anni si può ancora scegliere?

Ho quasi 33 anni e nel giro degli ultimi 12 mesi ho cambiato tre lavori. Per mia scelta.
Nella prima azienda ho lavorato per più di 5 anni. Appena uscita dalla laurea ero piena di speranze, piena di voglia di far bene.
Ho lavorato duro, con colleghi anagraficamente molto più grandi di me, forse non troppo disposti a voler accettare qualcuno che avesse voglia di sfondare.
Ho stretto i denti e con tutta questa mia energia, ho anche continuato a studiare, perchè poteva servire per fare carriera. Sono risultata la migliore del mio corso, vincendo così una borsa di studio per andare sei mesi all’estero.
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Grande indecisione: partire o restare; un contratto a tempo indeterminato in ballo e tante promesse per la mia crescita in azienda da parte dei miei datori di lavoro.
Alla fine sono rimasta. Era impensabile rinunciare a un contratto a tempo indeterminato e non credere a tutte quelle promesse.
Ma alla fine, tutte le loro parole date erano solo parole e io sono sì rimasta, ma sono anche andata via.
Ho trovato un altro lavoro in una grande azienda, colleghi giovani, simpatici e volenterosi. Avevo fretta di andare via dall’azienda dov’ero e mi sono detta: non avrò prospettive di carriera ma almeno vedrò come funziona una grande società.
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Sono diventata una pendolare lavorando in un’altra città; ho vissuto mesi intensi, ho lavorato molto facendo tante ore di straordinario.
Ho avuto però crisi di pianto e d’isteria quasi giornaliere. Non per il troppo lavoro, sia chiaro, ma perchè quello che stavo facendo non mi piaceva. Ero solo un pezzo di una catena. Non mi dava nessuna soddisfazione e in più stavo rinunciando totalmente alla mia vita fuori dal lavoro. Sono ingrassata di 13 chili in 11 mesi a causa dello stress e della mia insoddisfazione.
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Trasferirsi vicino all’azienda e rifarsi una vita? Ci ho pensato, anche a lungo.
Ma trasferirsi per fare qualcosa che ti fa stare così male, che senso ha?
Sono fuggita alla prima occasione che mi è capitata e ora, ora sto peggio di prima, con in più la consapevolezza che ormai non posso più cambiare perchè il mio curriculum perderebbe di qualsiasi credibilità.
Oggi mi sveglio e penso che a 33 anni non sono felice. Che non so chi sono, nè chi voglio essere. Che tutto quello che avevo sognato non l’ho realizzato, che ho sbagliato.
sbagliareChe non ho più le ambizioni di carriera di un tempo né tantomeno, la voglia di lottare per essere qualcuno.
Oggi mi sveglio e mi domando dov’è finita la grinta che avevo a 26 anni, quando ero pronta per conquistare il mondo.
Oggi mi sveglio e rimugino sul fatto che, in fondo, un anno sabbatico per capire chi ero potevo prendermelo quando  “ero giovane e potevo farlo”.Ora non posso più, anche se non ho figli e non sono sposata.
Oggi mi sveglio e penso che magari mollo tutto e riparto da zero e chissene importa di quel che sarà.
Penso che potrei andare a vivere in un paesino, vivere di campagna e di piccoli lavoretti semplici e concreti, senza dover per forza avere la certezza di un lavoro o un futuro stabile.
Ma a 33 anni, si può ancora scegliere?

A. Roma
itrentenni@gmail.com

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