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Appunti per adolescenti

Adolescenti odierne.
Partiamo dalle basi: le Converse.
Non so nel resto del Mondo, ma le ultime fresche mattine torinesi riportano una temperatura che oscilla tra i 2 gradi di Porta Susa, neanche fosse una stazione sciistica a Deux Alpes, e i 10 gradi registrati a bordo di un 13 all’ora di punta contenente 247 persone più una famiglia di marmotte sfrattate da Lungo Stura Lazio che ti schiacciano più che a un concerto dei Queen negli anni d’oro parterre.
Freddie-Mercury-WembleyFa freddo.
Freddo vero, con aria profumata di neve.
Come cavolo fate a resistere con le Converse di tela?
Io come minimo, metto calzettoni di lana e scarponi tipo antinfortunistica, che poi visti i cantieri e le strade dissestate in città tornano sempre utili.
Non mi soffermerò sui danni che fate alla vostra schiena, mie giovani aitanti teenagers, ‘che non posso stare tanto a scrivere causa cervicale e lombosciatalgia.
Alzo di poco lo sguardo per notare che sulle vostre caviglie sottili non ci sono segni di calze. Non avete le calze, posso darvi un attenuante nel caso in cui fossero fantasmini, ma comunque non valgono, non di inverno e non con le Converse in cotone.
5209641705_7a1f88fa32_zMi sforzo di pensare che io le calze, le sto indossando, forse addirittura due paia, crepi l’avarizia, che gli spasmi di freddo che mi assalgono sono frutto di quella visione e non sono reali e che no, le dita dei miei piedi non sono a rischio amputazione causa assideramento.
Un attimo.
Se vedo le caviglie è perché sono scoperte. Anche pezzi interi di polpaccio. I vostri leggings sono in maglina, a pinocchietto, o al massimo jeans con metri di risvolti se siete già over16.
Ossssantissiminumi, ma siete possedute?!
Non ci sono altre spiegazioni.
Il parka verde primaverile che mette in mostra la pancia scoperta da un crop top che fate un baffo a Mel C nel video di Wannabe me ne da l’amara conferma.
spice-gilrsE il pensiero che non sappiate chi sia Mel C e che non stiate canticchiando “I wanna sighisighisighi wanna seghesè ah” mi mette definitivamente KO.
Crescerete anche voi, giovinotte, e quello sguardo vivace d’imbarazzo alla vista di noi trentenni rannicchiate tra due vecchiette in pelliccia che parlano del cardiologo alla fermata del tram muterà in profonda comprensione empatica.
Tranquille però: sarà troppo nascosto dal cappello di lana tirato giù fino agli occhi per scongiurare l’ennesima sinusite stagionale perché le nuove quindicenni possano accorgersene.
Con affetto e stima

A.
itrentenni@gmail.com

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