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Capodanno da Trentenni: tutta la verità

Un capodanno da trentenni e un capodanno da ventenni hanno in comune giusto il countdown. Ve ne eravate accorti, vero?
La differenza più evidente è che le tavole dei veglioni dei trentenni sono popolate da future mamme con pancioni e da bambini già fatti e finiti di età diverse, ognuno con le sue particolari esigenze. Quello di tre mesi va allattato, normalmente in loco, quello di due anni e mezzo vuole la papagù (pasta al ragù, ndr), quello di cinque ha il diavolo in corpo e più che del tipo di pietanza, ha interesse che questa si presti ad essere lanciata, perciò no a semolini o zuppe se non volete passare il capodanno a ridipingere le pareti di casa vostra o quelle del ristorante in cui siete.

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Nonostante queste complicanze, qualunque cosa facciano, i mocciosi risultano sempre teneri agli occhi dei genitori.
Il bambino vomita? Si chiama “rigurgitino” ed è stato bravissimo perchè ora che ha digerito può fare la nanna.
Fa le pernacchie? “Oh che bella mitraglietta! Hai l’arietta nel pancino, amore? Eh ma questa puzza un po’ però, stai facendo la cacca? Vieni qui al tavolo che la mamma ti cambia. Vi da fastidio se lo faccio qui, ragazzi? Tanto è cacca santa”.
Certo, è santa, però è verde come la crema di asparagi che ho nel piatto. Bon appetit!
I genitori si destreggiano a gestire le disparate esigenze, mentre provano a godersi il cenone fino a quando o sono i bambini a mollare e si addormentano, o sono i genitori a farlo e li lasciano liberi di scorrazzare, e in questo caso, c’è solo da pregare che nessuno si faccia male.

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In questa fase cominciano finalmente i discorsi da adulti. Sia chiaro, sono differenti dalle chiacchiere dei nostri vent’anni.
Prima si parlava di discoteche di tendenza, di gossip su chi aveva bevuto fino a trascinarsi fuori dai locali e aveva finito per dormire nel giardino di casa, fino a chi si era fatto chi e dove. Giusto quando gli argomenti si elevavano un po’ si arrivava a parlare di Erasmus e di Interrail, per chi di noi aveva due soldi da investire nei viaggi. Sarà che è il secolo della cucina, ma a trent’anni invece parliamo per lo più di ricette e ristoranti. Avevo un po’ vergogna a rispondere a mia madre quando al telefono l’1 gennaio si è fatta raccontare il mio ultimo dell’anno.
“E di cosa avete parlato?”.
“Eh, mamma… di formaggi!”.

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Perchè è vero, quello è ciò di cui abbiamo parlato per la maggior parte del tempo. Di Asiago, Gongorzola, Mozzarella di Bufala… e come questi si prestino bene in cucina. Io mi sono molto battuta per la caciotta, che secondo me è un po’ la Cenerentola dei formaggi, mentre io l’ho sdoganata da tempo e la uso per tutto: antipasti, lasagne, pastasciutta… Riesco ad usarla persino come dessert! Preparo il piatto e poi posto su Instagram. Ho parlato di caciotte per almeno mezz’ora. È un mio nuovo trip in cucina, non ci posso fare nulla!

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Gli altri due temi trattati, in via molto più marginale, sono stati l’astrologia e l’esoterismo.
Del primo, ho scoperto che è l’anno dello Scorpione, del secondo invece, che tutti i nostri “noi”, passati e futuri, vivono contemporaneamente al nostro presente cosciente, perciò dobbiamo continuare a fare esperienze che nutrano sia il bambino interiore che l’anziano che verrà. Una cosa è certa, se la me-ventenne avesse sentito i discorsi della me-trentaduenne si sarebbe addormentata prima dei botti, o comunque avrebbe legato al tavolo il bambino indemoniato.

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Fortunatamente a tavola c’è sempre un’amica single, che nel mio caso è un’avvenente ingegnera che da qualche tempo lavora su una piattaforma petrolifera e che ci ha allietato con i racconti di come sia stata a letto prima con un collega e poi con un altro e che a quel punto non sapeva più cosa fare perchè se il mondo è piccolo figuriamoci una piattaforma, e quindi si era venuto a sapere. Mentre raccontava i piccanti dettagli di cosa aveva fatto con uno e cosa aveva fatto con l’altro e la tavolata era tutta orecchie, quel patatone di mio marito si è sporcato la camicia con i cannelloni e mi ha fatto presente che a casa avevamo finito l’Omino Bianco e che quindi se il cameriere non aveva almeno lo Chanteclair per pretrattare il tessuto, il sugo sarebbe rimasto per sempre. Ecco, lì un po’ di invidia per la mia amica ingegnera single sulla piattaforma l’ho provata.

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Prima di mezzanotte ci siamo trovati con mini-Belzebù sul tavolo con il ghiaccio sulle ginocchia perchè scivolando per poco non finiva nel camino, ma fortunatamente si è aggrappato alla borsa della signora del tavolo a fianco la quale è riuscita così a trattenerlo e a salvarlo dal rogo.
La madre di mini-Belzebù lo consolava e intanto guardava me e mio marito dicendoci di non spaventarci, che avere dei figli è bellissimo.
Eh già, che gioia dal cielo! E intanto la borsa della signora a fianco stava ardendo sui ceppi.
Io ho ricordi di notti dai nonni perchè papà e mamma dovevano uscire, i trentenni di oggi invece i figli se li portano ovunque e molti di questi infanti hanno ben più vita sociale di me. Per inciso, quello di tre mesi ha già visto più Paesi di quanti ne abbia visitati io nella mia vita perchè sua madre è tarantolata e non riesce a stare stanziale a Milano. Il suo hashtag più usato è #babycantravel. Il mio è #caciotta.

Family on vacation
3, 2, 1… Buon anno!!!
Olè, che felicità, l’anno nuovo porta 365 pagine bianche tutte da scrivere e sempre tanta speranza. E allora baci, abbracci… e che il 2018 ti porti serenità, pace, gioia, mestoli, pentole nuove, ricettari, ma anche Paolo Fox e soprattutto Didò per il bambino interiore, e bigodini per l’anziana che verrà.

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Ero pronta a ballare e invece tutti hanno iniziato ad infilarsi i cappotti.
“Ma dove andate?”.
“Domani i bambini si svegliano presto, mi spiace!”.
Nel parcheggio ho visto la mia amica single ingegnera salire in macchina e mi è venuto da abbracciarla forte e dirle: “Resisti, ti faccio proteggere dal WWF, world wildwomen fund. Che la selvaggezza che ti contraddistingue ti accompagni sempre, sorella!”.
Guardo mio marito che mi fa vedere il bavero della camicia senza più la macchia.
“Avevano lo Chanteclair!”.
Prendiamolo per un buon auspicio!
Buon 2018 e tanta #caciotta!

Michela Barcella
itrentenni@gmail.com

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