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Cosa farò da grande?

A 30 anni il tempo lo senti sulla schiena, inevitabilmente inizia a pesare proprio come quello zaino dell’Invicta pieno di libri.
Eravamo la generazione della scoliosi, della ginnastica correttiva!
Io, onestamente, avevo lo zaino “Seventy”, perché quello Seven non se lo poteva permettere la mia famiglia…lo adoravo! Ed ero già una bambina forte
”Ti pesa lo zaino dell’Invicta?” il bambino rispose ed io pensavo che che allora non mi stavo perdendo proprio niente!
E, senza che mi rendessi conto, tutti sposati con figli!

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Ho bisogno del mio zaino Seventy…e metterci dentro questo tempo, mi pesa.
E peso anche io. Il mio corpo impiega più tempo a levare i kg… i capelli poi che si colorano, facendomi passare per una tifosa juventina!
Tintura? Un attimo. Io mi sento ancora piccola!
La domanda è sempre quella: Ma cosa farò da grande?!?

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Sì, sono consapevole. Il caso è serio. Ma il problema infatti è la mente. Non ne vuole sapere. Attendo ancora di diventare qualcuno…Chi? Non lo so.
Quel qualcuno che mi renderà felice di ciò che sono.
Sono contabile, ora e non mi piace.
E non si tratta di nessuna crisi, non mi piaceva nemmeno a 20 anni.
Calcolate che i numeri migliori li ho dati quando mi sono innamorata… Lei partiva per un erasmus, ed io, la contabile precisa e dedita solo al lavoro, che chiedevo delle ferie per un matrimonio a Milano dopo aver comprato il biglietto per la Spagna! Quel pilota…era decisamente troppo lento: “Dai accelera, puoi farlo?!?”

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Fu semplice senza WhatsApp ed Imessage. Al rientro in ufficio, feci passare la Cattedrale di Siviglia per il Duomo di Milano!
Sono primogenita. I miei fratelli sposati con figli. Io, in compenso, sono felice di aver avuto la comprensione dei miei genitori che si aspettavano che portassi un ragazzo a casa, ma ahimè, era donna!
“Mamma, è più bella di tua nuora almeno!” Lei, mia madre, represse forse il suo iniziale dolore e mi rispose: “Meno male che ci sei tu. Tuo fratello è una continua delusione, non ha gusto!” e rise con me…

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