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Gli Anni ’90 e il suono della nostra generazione

Ci sono persone, luoghi, profumi, canzoni che sempre e per sempre evocheranno in noi dei momenti del passato importanti. Importanti per avvenimenti, sentimenti, emozioni provate. Non vi sto dicendo niente di nuovo, lo so. Però quello che ogni volta mi sconvolge quando capita qualcosa del genere è la prepotenza con cui quelle sensazioni si impongono a me, a noi. 

album

Stamattina è uscita la notizia che Chris Cornell, il cantante dei Soundgarden e Audioslave è morto. Inaspettatamente. Non so che musica ascoltavate quando avevate 14/15/16/17 anni, se eravate punk, rock o tamarri, ma sono sicura che Black Hole Sun l’abbiate cantata e amata tutti. Quello che stavo cercando di spiegarvi sopra, quei momenti, quella prepotenza, l’ho appena subita. E non tanto perché io e Chris Cornell fossimo amici. L’ho visto live una volta sola ed è stato gigante, empatico e profondo come solo quelle voci potevano, possono esserlo. E l’ho intervistato qualche anno fa, mi ricordo che non riuscivo a staccare la testa dal pensiero che avevo davanti una delle voci che mi aveva accompagnato nei migliori e peggiori momenti della mia vita. Non ce la facevo. 


Ma ho consumato i suoi dischi e cantando le sue canzoni ho vissuto sensazioni, scoperto emozioni, conosciuto persone che hanno fatto parte della mia adolescenza. Di quei mitici Anni ’90 di cui noi Trentenni sentiamo tanto nostalgia. Quegli anni in cui tutto stava prendendo forma: il nostro corpo, la nostra personalità, i nostri gusti, i nostri primi amori, le litigate con i genitori che “tanto che ne vuoi capire tu”. Le prime trasgressioni, le gite di classe, i 501 a vita alta e le camice a quadri come Kurt Cobain. E Chris Cornell.

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Io non so se capita anche voi, anche solo per un attimo, di sentire quei profumi, quel sudore e quella spensieratezza dei concerti, quella libertà e quella forza fisica e mentale che faceva pensare di poter conquistare il mondo e cambiarlo. Si, cambiarlo.

 

Con la sua musica e con quella dei Nirvana, dei Pearl Jam e tanti altri gruppi che hanno dato vita al fenomeno del Grunge a Seattle io ci sono cresciuta e loro sono stati i rappresentanti indiscussi di una generazione meravigliosa. Incazzati si, ma con quella rabbia che diventava stimolo, concretezza. La musica per me è sempre stata la cura di tutto e il rifugio per eccellenza, con un papà musicista, saxofonista, non poteva essere altrimenti.

Chris-Cornell

Adesso ascolto Superunknown per 100milionesima volta. Vado diretta a Spoonman, non so perché, e poi a Black Hole Sun, e precisamente a questa strofa:

Times are gone for honest men
And sometimes far too long for snakes
In my shoes, a walking sleep
And my youth I pray to keep
Heaven sent hell away
No one sings like you anymore

E poi subito un’altra frase, non sua, ma di Neil Young “Rock’n’Roll can never die”, perché in fondo, davvero, il rock non muore mai. Il rock è empatia.

Buon Ascolto,

Silvia 

Silvia Rossi
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Silvia Rossi

Io sono Silvia, ho 33 anni e faccio la giornalista e l'attrice. Amo ascoltare le storie delle persone e raccontarle nuovamente, a modo mio. Cerco sempre di trovare il lato divertente delle cose. Rido spesso di me e amo l’ironia, in tutte le sue forme.
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