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Il mio ultimo anno

Diciamo che la mia meravigliosa storia d’amore di quasi 9 anni, non era così meravigliosa: mia suocera mi odiava, il mio ex era incapace di prescindere da sua madre e io mi ero messa in testa di essere talmente tanto meravigliosa e speciale da poter andare oltre ogni ostacolo, combattendo a mani nude per l’amore della mia vita. Solo che, l’amore della mia vita, lo era solo della MIA di vita. Io non ho mai voluto sposarmi in 9 anni di relazione ma, qualche mese prima di lasciarci, avevo fatto io la proposta a lui con tanto di anelli e sorpresa solo perché lui ci tiene al “Sì, lo voglio”.

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Dopo 4 mesi di approcci alla meditazione per superare l’ansia da trauma post separazione e dopo la morte della mia adorata nonna, abbandonai l’idea di ripetermi ogni mattina Nam-myoho-renge-kyo e decisi di abbandonarmi tra le braccia di un uomo.
“Uff, ancora co’ sto chiodo schiaccia chiodo?! Non funzionaaa…”
Che non funziona è vero, ma è vero anche che per 8 mesi ho dimenticato tutto, suocera, ansia, Nam-myoho e compagnia bella. Era un amante brillante, generoso, con un passato da gigolo e che sapeva bene come dare piacere e attenzione ad una donna.

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Ero al settimo cielo perché per la prima volta ero su un piedistallo dorato, cercata, voluta e amata. Via anni di finzione a letto, via “tesoro questo non voglio farlo con te”, via gli odiatissimi calzini a letto. Ero rinata. Non ero innamorata ma ero presa, presa dal fatto che lui era alla mia mercè.
Un piccolo dettaglio: lui era impegnato, si era innamorato di me, ma io non lo ero di lui.
A metà della nostra storia, un coito interrotto, non interrotto. Resto incinta. Panico. Poi subito freddezza. Sono una sconsiderata. Cosa sto facendo? Lui è impegnato, io non lo amo. Un bimbo lo avrei voluto, sì, e anche molto, ma non con lui. Lo volevo con il mio ex perché lo amavo.

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Da quel momento è cambiato tutto. La mia fermezza e forza mi hanno fatto fare una scelta netta e priva di dubbi ma io, da quel momento, non sono stata più la stessa.
Lo lascio, lo schifo, lo ripudio, lo cancello, lo dimentico. Sono una persona orrenda e tremenda.
Nel frattempo io e il mio più caro amico, dopo anni di amicizia, intraprendiamo una storia o meglio io, la notte di Natale, decido di farmi avanti. Lui non si fa indietro. Inizia l’inferno.
Normalmente non sono una persona insicura, anzi, ma in questa storia lo sono stata. Non ho dato a vederlo ma lo sono stata e mi ci sento anche ora che sto scrivendo. Assurdo che un’amicizia tanto speciale mi abbia portato insicurezza nel rapporto sentimentale con lui.

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Lui permaloso, io pure. Lui non dimentica, a me passa tutto dopo 5 minuti. In quattro mesi ne siamo stati insieme tre (un mese di mutismo in seguito ad un litigio) e abbiamo litigato 2 volte fino a lasciarci. L’ultimo atto di questa commedia dove io, impulsiva come al solito, mi sono presentata sotto casa sua a clacsonare, come una pazza, all’una di notte perché lui non voleva più parlarmi. Ho suonato talmente tanto che lui mi scriveva messaggi pieni di bestemmie chiedendomi di smettere di fare la cretina, che tanto non avrei ottenuto niente, anzi che lo stavo ridicolizzando difronte a tutto il condominio. Io come una pazza, al volante, ferma, piangente, come un’isterica lì a premere sul clacson.

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Sento bussare al finestrino e ovviamente non era lui ma il suo vicino.
“Scusami ma i miei bimbi devono dormire. Hai bisogno di aiuto? No perché se invece sei solo ubriaca ti chiedo di non suonare semplicemente”.
E io: “Si lo so, mi scusi, sono fuori di me… cerco una persona che invece non vuole parlarmi”
Nei suoi occhi non c’era rabbia, ma tanta compassione per me. Ho pianto ancora di più.
Ho 33 anni, non mi sono mai sentita umiliata e ridicola, ma in quel momento ho sentito il peso della mia stupida impulsività, quella che ho sempre difeso a spada tratta perché una mia peculiarità. E invece in quel momento, quella stessa mia caratteristica da me tanto amata, ha ucciso la mia dignità.

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Adesso la nostra grande amicizia è finita. Lui ovviamente non vuole sapere nulla di una pazza che si presenta sotto casa così. Io ovviamente non voglio un uomo che non vuole una pazza perché vuol dire che non sa lasciarsi andare. Non dico che quello che ho fatto è stato giusto, ma fa parte di me. Non dico che abortire era l’unica scelta, ma è stata la mia scelta che farà sempre parte di me.
Allora penso: che fine ha fatto la mia vecchia me? Che fine ha fatto la mia sicurezza? E il mio modo di affrontare la vita? Non merito nulla? Non merito serenità? Non merito una persona che ami la mia incoerente pazzia? Che cazzo ho combinato in questo anno e mezzo dopo essermi lasciata?! Chi cazzo sono?!

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Io non mi piaccio più e non so stare più bene con me stessa, da sola.
Ah: questa mattina mi sono dimessa da lavoro. Fra 15 giorni non avrò piú un lavoro che non mi piace. Non avrò piú un lavoro però.
Penso di essere pazza sul serio.

Anonimo
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