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Il Vuoto

Un terzo della mia vita l’ho passata con Lui, l’uomo che auguro di trovare ad ogni donna. A vent’anni tra le aule dell’università, ho inconrato il bel tenebroso che mi ha salvato la vita, aiutandomi a tirarmi fuori da una storia troppo sbagliata, e che da allora non mi ha mai lasciata andare anche quando gli ho fatto così male da spezzarlo dentro.
Cresciamo insieme, lottando contro la distanza e la mia tendenza a sabotare ogni bella cosa che mi accada al minimo accenno di problematica.
Dopo l’università, entrambi troviamo lavoro, non uno stabile, ma un lavoro.

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Ed io voglio una famiglia, ma lui vuole aspettare per avere una posizione più certa. Lo fa per noi, per me, per darmi un futuro più tranquillo. Ma il mio futuro felice e tranquillo è solo quello accanto a lui, anche a costo di lasciare tutta la mia vita qui. Litighiamo tanto, ma alla fine vince lui. Aspettiamo.
Due anni fa, per lavoro va ancora più lontano e io ormai mi sento sola anche quando siamo insieme, soffocata da una situazione che non riesco più a sentire giusta. Non riesco a vedere la mia vita senza di lui, ma neanche la mia vita insieme a lui. Non vedo il mio futuro. Un anno passato così e, come il più classico degli scherzi, arriva qualcuno che sembra capirmi. Da una chiacchiera all’altra, da un abbraccio all’altro, finiamo a letto insieme, giurando che non sarà niente di più, solo una distrazione tra amici con i partner lontani.

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E invece no.
Ho sottovalutato il mio essere sentimentalmente instabile e mi sono ritrovata aggrappata a lui, come ci si aggrappa a un salvagente quando si sta per affondare.
Parliamo, decidiamo di chiudere questa follia e crescere. Sì, sono d’accordo anch’io, è la cosa più giusta. Ma non è vero.
Affogo.
Mi chiudo e cerco di capire se distruggere i precedenti nove anni.
Decido di no, di recuperare quell’amore che ancora c’è e che sono certa non riuscirà mai a morire del tutto.
Metto impegno nella mia relazione, ci riesco. Vedo di nuovo il mio futuro insieme a lui, la nostra famiglia, la voglia di un figlio insieme. A trent’anni iniziamo a sfogliare gli annunci di vendita per comprare una casa.

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Non sarà semplice, ma ce la possiamo fare. Non mi sembra neanche vero quasi, finalmente sta per succedere.
Ma il destino è un gran bastardo e non ha finito con gli scherzi.
Un tracollo finanziario, un problema con le banche, una causa persa, un motivo qualsiasi, ma il risultato non cambia. Un mutuo lui è costretto a farlo, ma non per la nostra casa.
La situazione è grave, deve farlo, è la cosa più giusta, lo sostengo in toto.
Ma non è vero. Sono egoista, forse, ma tutto ciò a cui riesco a pensare è che le firme per quel mutuo, sono un colpo di spugna sul nostro futuro.
Il vuoto è arrivato nuovamente.
Nessuna casetta uguale a quella che avevamo disegnato per scherzo i primi anni insieme, nessuna grigliata il giorno del matrimonio, nessuna bambina coi ricci biondi e gli occhi verdi.
Niente, il vuoto dentro e attorno a me.
Solo l’attesa del prossimo sabotaggio.

E.
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