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La storia di Gisella

“Cari trentenni del passato, mi chiamo Fabio, vi scrivo dall’anno 2040. Sono un trentenne del futuro! Ho deciso di raccontarvi la storia della mia mamma Gisella, che era appunto una giovane trentenne nei primi anni della mia vita!
Quando la mia mamma ha conosciuto mio papà aveva solo 23 anni, era una ragazza “all’antica”: lei dice sempre che ha sbagliato periodo storico, che doveva nascere intorno al 1955! Sognava un grande amore, di mettere su famiglia, di avere tre figli, una grande casa, un lavoro part time che le permettesse di equilibrare le esigenze economiche e domestiche…sì, proprio in perfetto stile anni ’50!
clem-onojeghuo-217548-unsplashBeh, il grande amore arrivò quando conobbe mio padre: una storia importante, vissuta intensamente, in cui un mese sembravano anni… difatti, dopo nemmeno un anno, andarono a vivere insieme e dopo sei mesi di convivenza decisero di avere me! Arrivai subito: scoprirono di aspettarmi dopo 2 mesi di tentativi!
Quindi, alla tenera età di 25 anni, Gisella si ritrova ad aver realizzato buona parte dei suoi sogni: il grande amore c’era, la famiglia anche, il primo dei tre desiderati figli e, anche se in affitto, adorava la casa dove abitavamo!

Photo by Scott Webb on Unsplash

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Vivevamo a 100 Km dai miei nonni: loro in provincia di Bergamo, noi in provincia di Brescia. Quindi, fin dall’inizio, mia mamma si è dovuta (e ha preferito) arrangiarsi nel crescermi. Mio padre stava fuori casa tutto il giorno per lavoro, partiva la mattina presto e fino a sera tardi non rientrava, su di lei tutto il peso della casa e della gestione  di un neonato e, da un certo punto in poi, del rientro al lavoro, con tutte le conseguenze emotive!
Compiuti i 3 anni, traslocammo: dalla Lombardia…alla Toscana, siamo andati a vivere a Montepulciano.

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Casa nuova, lavoro nuovo del papà, e la mamma a casa con me. Anche in quella circostanza…lei andava sempre avanti, fiera ed orgogliosa. Poi, arrivarono i problemi: un bel giorno, mio padre decise di andarsene di casa.
Gisella si ritrova quindi a 500 Km dalla sua famiglia di origine, senza lavoro, con un bambino di 4 anni da crescere e in un luogo che per lei era ancora nuovo, con poche conoscenze fatte, smarrimento totale. In un primo momento pensò di tornare a Bergamo, ma poi pensò che quel trasferimento avrebbe voluto dire mettere fine al rapporto tra me e mio padre… e quindi che fare?

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Nonostante tutto e nonostante tutti (i suoi parenti cercarono di convincerla a tornare), anche questa volta mia mamma, fiera ed orgogliosa, si è trovata un lavoro (precario e parecchio lontano da casa), ha trovato una nuova casa e nel giro di un paio di mesi si era reinventata completamente!
Si sentiva forte, era una 29enne che aveva davanti tutta una nuova sfida: aveva tanta paura, certo, ma anche tanta voglia di affrontarla questa nuova vita!!! Gisella compiva 30 anni nel 2015 e aveva proprio voglia di iniziare una nuova fase della sua vita, di girare in qualche modo pagina…non si aspettava certo tutto quello che è successo dopo.

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Perchè proprio nel 2015 ha vissuto uno degli anni più terribili della sua vita.
Ad un certo punto, si è ammalata, le è andata via la voce. E senza voce c’è rimasta per quasi sei mesi (più altri quasi otto di riabilitazione). E i dottori non sapevano che cosa fare. “Laringite” dicevano, poi arrivò un chirurgo, la operò d’urgenza per toglierle la tiroide…e tac! Tumore maligno alla tiroide.
La vita di mia mamma da quel momento è cambiata completamente: è diventata una serie continua di controlli medici, di visite da specialisti, di esami da fare, di medicine da prendere…ma lei, fiera ed orgogliosa, è andata sempre avanti.

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Certo, le giornate grigie ci sono state, i periodi in cui faceva delle terapie e doveva stare lontana da casa, lontana da me per non passarmi radiazioni, gli esiti degli esami che l’hanno fatta piangere, ma lei non si è mai arresa. Aveva imparato a non fidarsi troppo dei medici (dopo che avevano scambiato un tumore per una laringite!) e, studiando, ricercando, leggendo relazioni riusciva a fare il punto della situazione!
I lavori sono sempre stati precari e discontinui, ma lei non si arrendeva: non smetteva mai di cercare, di fare colloqui, così, appena finiva un lavoro, tempo qualche mese al massimo, ne iniziava uno nuovo!

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I rapporti con mio padre sono arrivati al punto di non ritorno, ad un certo punto, è completamente sparito anche dalla mia di vita. Ci ho sofferto molto e spesso chiedevo delle motivazioni, trovavo sempre mia mamma pronta ad abbracciarmi e a consolarmi, senza mai una parola di troppo contro mio padre, solo parole per me.
Ma mia mamma, anche in questo non si è mai arresa: ha lottato con tutte le sue forze, arrivando anche a denunciarlo svariate volte, per cercare di smuoverlo, per fargli capire che voleva che facesse parte della mia vita, che non sopportava vedermi piangere tutte le volte che si parlava del papà ma, nonostante tutti gli sforzi, non c’è stato nulla da fare: mio padre non si presentò più, nemmeno alle udienze.

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Mia mamma ha sofferto tanto nella sua vita: anche prima di avere me, ne ha vissute di situazioni toste. Ma lei è sempre andata avanti, ha lottato, ha sofferto, ha pianto…ma ha vinto.
Ha vinto perchè quando mi parla del suo passato, lo fa con un sorriso sulle labbra. Un sorriso sereno, di chi sa di averci messo tutto il suo impegno, di chi sa che le battaglie vissute servono a creare una sorta di sostegno, di fondamenta, e ci rendono più forti, più solidi.
Un sorriso di chi, fiero ed orgoglioso, è sempre andato avanti a testa alta!”

G.
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