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La trottola

Ho 31 anni, 9 mesi e un po’ di giorni.
Mio nipote Luca, 2 anni e mezzo, mi conosce appena. Lui adora le trottole. Io sono all’ennesimo giro di trottola della mia vita.
Due anni e tre mesi fa mi sono trasferita in Inghilterra per “cambiare aria”. Ero stanca, sfiduciata di un paese che amo moltissimo, ma che non mi offriva più di un contratto di apprendistato per 5 mesi (fino ai 30 e poi vediamo) per 25 ore settimanali, a 400 euro al mese. No grazie.
Ho avuto la possibilità di partire, regalata in circostanze straordinariamente normali, e ho detto: “Beh, tanto mal che vada, me ne torno a casa.”
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Ho cambiato 5 lavori, 5 case, ho lavorato per italiani pazzi e grandi catene gestite da pazzi.
Ho abitato con alcolizzati tossicomani (una ha tentato il suicidio due volte).
Mi sono innamorata. Ho convissuto per un anno e mezzo.
E adesso sono come nella prigione del Monopoli, a cercare disperatamente la possibilità di tornare al Via e ricominciare.
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Sto lasciando il mio ormai-ex, sto lasciando un lavoro buono, con una location da urlo e la maggior parte dei clienti che mi adorano (italians do it better, lo sappiamo) ma che mi sta prosciugando le energie, dove le responsabilità crescono ma le promesse di crescita (professionale, ma anche economica) vengono puntualmente disattese o rigirate (Irene Grandi ce lo diceva tanti anni fa che tutto il mondo è paese).

Guardo indietro, ai 15 kg persi, alla mia famiglia meravigliosa, ai miei amici che si stanno costruendo una vita, sposati con figli, con un lavoro stabile e con progetti per il futuro.
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E io? Io ricomincio da capo, come ho sempre fatto, come quando 9 anni fa ho lasciato la Bocconi, lavorato per una ditta di Onoranze funebri, studiato per diventare Pasticciere, lavorando 14 ore al giorno Servizio Civile+stage (=433.14 euro al mese tondi tondi).
Penso che, probabilmente, il mio destino è quello della trottola, che parte a tutta velocità, e poi rallenta fino a perdere l’equilibrio precario, finché qualcuno non acchiappa la corda e la fa ripartire.
E, come dice Luca: Gira! Gira! E io riparto.

L.
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