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Le sirene di Ulisse

A 30 anni pensi che, ormai la vita, ti possa dare solo encomiabili soddisfazioni. Che, l’ansia dei 20, sia finita e troppo lontana è l’età dei bilanci.
Sembrano essere donna, cuciti perfettamente tra le inclinazioni delle nostre imperfezioni. Raggiunta la quiete lavorativa, trovato l’equilibrio con il tuo corpo.
Eppure, c’è una cosa che ti fotte sempre, a 20 come a 30: l’amore.

Photo by Mandy von Stahl on Unsplash

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Camminiamo sul filo della rassegnazione, sfacciatamente felici per la nostra indipendenza e sicure che i pantaloni si possano portare anche con tacco 12. Poi quando tutta la collezione di ikea da single alberga nella tua cucina succede l’irreparabile. Arrivano due occhi marroni a sconvolgerti le certezze costruite su precedenti macerie.
Ti ergi sul tuo personale muro costruito a fatica, perché hai deciso che il calcestruzzo della tua esistenza, debba essere altro. E, come le sirene con Ulisse, ti lasci cullare da quel suono. Consapevole che devi tornare ad Itaca e che, quel canto fatato, è solo l’illusione del momento.

Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash

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E riguardi nei muri della tua esistenza, ti leghi all’albero maestro per non cadere in quella tentazione così fragile ma così irresistibile.
A 30 anni forse è questo l’amore. L’accettazione che, nulla è per sempre, perché, i presupposti dei 20 anni, sono andati a farsi benedire in una notte di primavera.
Ma, quegli occhi così intensi e pieni, sono il canto delle sirene. Convinte che quella neve nei ricordi si sciolga al primo sole.
La fragilità della mia personale esistenza è stata sempre vittima delle scelte non mie. É come se, nel momento in cui le mie difese si abbassano, quel muro cresca per difendermi, perché so già, che dovrò portare i pantaloni con i tacchi per sempre.

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E ci vuole coraggio ad affidarsi, a far sì che quegli occhi marroni ci cullino e ci prendano per mano.
Affidarsi vuol dire, credere ancora che, Bridget Jones, scelga al primo colpo la biancheria di pizzo, perché in fondo io mi sono sempre sentita un pò Bridget.
Alla fine in questo caos di sentimenti, la verità è sempre l’unica via d’uscita.
Quando però quegli occhi vanno via, perché vanno via, non si può far altro che sorridere. Per quello che si è vissuto e per l’occasione di sentirsi vive ancora una volta.

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E allora io me lo godo questo amore dei 30 anni, senza felicità e senza rimorsi, perché non tutti hanno il coraggio di restare, perché non tutti sono Ulisse. Ho conosciuto più sirene che uomini convinti di tornare da Penelope. E da sola è più facile ricordare.
Il momento vale più dell’eterno. E ritrovarsi a mettere l’ennesimo mattone sul mio muro, mi da una nuova consapevolezza: tutte le rughe del mio viso sono consapevolmente vissute. Vale la pena provarci, anche quando fa più male, anche quando non rimane più nessuno.
La potenza di essere donna è tutta qui, tutta in quel sorriso smaliziato, che diamo a quegli occhi marroni, quando non hanno il coraggio di voltarsi.
Tanto non è peccato.

Betty di Naumachie

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