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L’età di mezzo

Quest’anno compio 35 anni.
E non ci voglio proprio pensare. O meglio non voglio ascoltare le persone che iniziano a dirmi:
“Ehhhh, 35 anni, quando lo fai un figlio?” (la deadline c’hanno)
“Quando ti sposi?” (manco il ragazzo c’ho)
“Ma non lo trovi perché sei troppo pignola” (perché bisogna dire sì al primo caprone, tanto mica son loro a dover passarci -si spera- una vita insieme!).
Detto questo, io non ci penso proprio che sono arrivata a 35 anni.
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Cioè io non mi sento una trentacinquenne. Quando ero piccola pensavo che a 29 avrei già avuto un marito e due figli (ho avuto il mio fidanzato storico dai 14 ai 22 anni) e quelli di trent’anni mi sembravano delle robe che vattelappesca, boh.
Ora sono quasi arrivata a questo traguardo e, vi giuro, io mi sento più ragazzina di una di dieci anni meno.
Ma perché non posso vestirmi come mi pare o devo per forza pensare a fare una famiglia?
Perché poi è una cosa semplice. Non è per nulla facile incontrare una persona che abbia voglia di conoscerti.

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Sono molto demoralizzata, da questo punto di vista. Io so quello che voglio e aggiungiamoci la storia del compromesso e bla bla bla.
Ma non basta.
Gli uomini – Sì, voglio GENERALIZZARE, fanc**o – non hanno più voglia di conoscere una donna.
La vogliono solo portare a letto, essere ammaliati da un culo stanco di squat, da gambe con la depilazione laser e via.
Oltre a questo devo anche combattere quotidianamente (non so, forse un giorno mi mancherà, ma ora mi stufa) con sguardi libidinosi, messaggi altrettanto disgustosi solo perché non sono da buttare.
E vogliono solo quello. Sono stanca di sentirmi un oggetto sessuale.

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Tra l’altro, in questa età di mezzo, è come se dovessi darla di default, perché tanto sei grande, tanto vivi da sola, tanto tra qualche anno nessuno ti cagherà più, approfittane.

Sono stufa. Ripeto.
Questo è quello che passo ogni giorno da qualche anno a questa parte. A volte mi lascio anche andare a questi “momenti di felicità” e così come raggiungo il picco massimo di contentezza, altrettanto tristi sono le mie giornate successive.
Ok, sei stata bene e poi? Ti ritrovi sempre sola.
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E poi non puoi nemmeno lamentarti. Non sia mai!!! Devi anche far finta che vada tutto bene e sia normale così.
Chi min**ia ti ha promesso nulla. Si trattava solo di una scop**a. Io, invece, vorrei gridare il giorno dopo “Ti pare normale che io e te abbiamo sudato nelle stesse lenzuola e ora ridiamo e scherziamo senza parlarne e non si sa se ci si rivede più!?” – Ovviamente in realtà rido e “faccio la matura”. Io questa non la chiamo maturità. Io penso sia egoismo.

Non avrei mai immaginato di arrivare a un tal punto di disillusione e non credo di non essere l’unica a pensarla in questo modo.
Nonostante tutto, proprio perché ci credo ancora, continuo a sperare che prima o poi riesca a trovare qualcuno che non mi trovi solo sexy, ma anche una ragazza romantica cresciuta a pane e Disney.
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