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Lettera a lui che ha scelto lei e non me

E così hai scelto lei.
Anche se l’amore va alla rovescia. Non si sceglie. Piomba all’improvviso. Com’è successo per noi.
Sposerai un’altra.
Non che tu mi abbia mai promesso nulla. Anzi, per te è sempre stata tua moglie. Me l’hai detto dal terzo giorno. Ma, forse, avevi promesso a te stesso qualcosa di più.
Quanto ne abbiamo parlato? Tanto, eppure evidentemente non abbastanza per arrivare a questo punto. Ora che ti senti sicuro, tranquillo del fatto tuo.
Mentre io arranco parole, richiami d’attenzione che prendi in considerazione, ma non come un tempo.

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Sono cambiate molte cose. Tu hai voluto che fosse così, forse per proteggerti. Proteggerti dai dubbi, da quello che ti provocavo, da quello che ero per te. E che a quanto pare non potevo essere.
Sposerai un’altra. Lei. La donna distante anni luce dal tuo mondo, quello che hai aperto solo a me. Vuoi davvero una vita come tante. Basta trovare dei punti di contatto, mi hai detto. Ho ribattuto che non può bastare. Ma non c’è stato verso.
Perché no, non potrà bastare quando desidererai di essere capito. Quando lei ti dirà che devi pensare alle cose vere, reali, concrete della vita. E dovrai mettere da parte i tuoi sogni, per fare posto a quelli di tutti. Abbracciare un’esistenza comune.
Cosa avrei potuto darti io? Quello che ti manca.

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Ma a trent’anni le scelte da fare sono dettate dai costumi sociali, dalle decisioni che prendono gli altri, i colleghi, gli amici. Non c’è spazio per quelli come noi. Allora meglio essere convenzionali, che siamo troppo lontani dagli standard e non va bene. No che non va bene essere diversi.
Eppure noi ci siamo trovati. Liberi da ogni catena, lontani da ogni regolarità che non fosse realmente nostra. Ti ho fatto tentennare. Non è bastato.
Da oggi sei solo suo. E mi chiedi di raccogliere le briciole.

Valentina
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