Photo by Gemma Evans on Unsplash

Lettera mai inviata

Voglio correre questo rischio, quello di mettere nero su bianco quello che avrei voluto dirti tante volte.
Non credo sarà mai tutto, ma d’altra parte, non ho mai avuto il dono della sintesi.
Comincio col dirti che mi dispiace, per tutte le volte che non ho capito, per quando non volevo demordere, per ogni volta in cui, forse, avrei dovuto farmi da parte del tutto. Più volte ho pensato di farlo, ma poi, tornavi sempre.
Mi domandavo, nella mia ingenuità, sempre il perché, e mi auto-ingannavo sempre, convincendomi che, forse, eri andato via la volta prima per qualche mio errore, e che, questa volta, non avrei sbagliato. La storia finiva sempre con me che, più che pensare di aver sbagliato qualcosa, finivo per convincermi di essere io sbagliata, come è sbagliato un compito o come è stonata una nota.

Photo by Valentino Funghi on Unsplash

Photo by Valentino Funghi on Unsplash

Come un errore che abbiamo commesso anni fa.
Del resto, non può essere ancora tutto come quando avevamo 14 anni, e tu mi guardavi quando entravo nella tua classe, durante la ricreazione.
Continuo, dicendoti che più volte ho pensato di provare rabbia, odio, nei tuoi confronti. Perché vedevo e osservavo, in silenzio e da molto lontano, che tutto quello che non avevo avuto io da te era stato, giustamente, destinato a qualcuno di migliore, che meritasse di più, qualcuno che non avesse il mio aspetto e il mio grado di follia. Qualcuno di cui non ci si dovesse vergognare. Qualcuno più vicino a te.
Ho capito, col tempo, che non era colpa tua. L’ ho capito quando mi si è materializzato davanti che ormai avevi una famiglia, che la tua vita era andata avanti, e io, invece, ero ancora ferma lì, a sperare l’insperabile, anche se poteva non sembrare, anche se mi sforzavo di andare avanti fino a trovare anch’io una sorta di relazione stabile, fatta di casa, progetti, abitudini e normalità.

Photo by Valentina Locatelli on Unsplash

Photo by Valentina Locatelli on Unsplash

Evidentemente la distanza che ci separa ti ha dato qualcosa che qui non avresti trovato, non con la stessa gratificazione.
Mi sono spesso sentita come questa terra, particolare, forse interessante, ma, alla fine, come questa terra anch’io non sarei stata in grado di darti nulla. E questo lo avrei dovuto capire quando, dopo gli anni intimidito del liceo, fatti di sguardi e di non detti, ci siamo finalmente trovati durante quell’estate dei nostri 22 anni, una di quelle in cui tu scendevi e io alternavo un esame all’altro, dal paese alla città.
Quante estati da allora, quanti momenti belli, mordi e fuggi, ma sempre nascosti. Sempre in bilico tra mille ambiguità fatte di distanze, di poco tempo, di paure, che ci hanno allontanati, perlomeno fisicamente, a ritmi alterni.
Per 10 lunghi anni.

Photo by Dawid Zawiła on Unsplash

Photo by Dawid Zawiła on Unsplash

Ho capito che non potevo odiarti neanche volendolo, quando ti ho risentito dopo tanto tempo, perché, in fondo, sapendoti felice ero pure contenta per te.
La rabbia, è diventata malinconia, nostalgia di qualcosa che non è stato, ma perché era giusto che fosse così.
Questo fin quando non ci siamo rincontrati, ormai adulti, e ho saputo che i miei dubbi erano sempre stati anche i tuoi, e no, non l’ho saputo dalle tue parole, l’ho letto nei tuoi occhi, l’ho percepito dal tuo respiro.
L’ho sentito dalle tue labbra, dalle tue mani.

Photo by Karl Fredrickson on Unsplash

Photo by Karl Fredrickson on Unsplash

È stato lì che è tornato tutto, il dispiacere, la nostalgia, la rabbia, la malinconia, la tristezza, la passione incontenibile, il tutto unito alla consapevolezza che no, non si può.
Perché c’è la tua famiglia, perché siamo lontani, perché, ormai, è tardi. Che ci piaccia o no.
Un insieme di emozioni e di sensazioni che mi hanno dato la consapevolezza per poter concludere questa lettera dicendoti che ti ho amato come il primo vero amore, e ti amo e ti amerò per sempre, come qualcuno che, ormai, non potrò mai avere.

Anonimo
itrentenni@gmail.com

itrentenni

itrentenni

Questo spazio è dedicato alle vostre storie.
Riflessioni, propositi, affanni, sogni, ricordi, speranze, cicatrici, obiettivi, preoccupazioni, desideri. Parole sparse, pensieri e riflessioni. Voglia di raccontarsi o semplicemente di sentirsi come a casa.
Scriveteci a itrentenni@gmail.com
itrentenni

Latest posts by itrentenni (see all)