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L’insostenibile leggerezza dei trenta

Non so quanti di voi si ritroveranno nelle mie parole ma l’importante per me è poterle lasciare nero su bianco
Non sono ancora arrivata ufficialmente al traguardo che inizia con “t” e finisce con “enta” ma poco ci manca.
Tra un mese esatto avrò compiuto ventinove anni e potrà iniziare il vero conto alla rovescia. Non è tanto l’età che avanza a spaventarmi ma piuttosto rendersi conto di quanto l’ultimo decennio abbia definito la me stessa del futuro.
Le mie scelte, le mie relazioni (e soprattutto i miei sbagli) dal 2007 ad oggi hanno gettato le basi per quello che sarò nella vita adulta.
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No, non voglio ancora considerarmi adulta, anche se sulla carta lo sono. Non solo quella d’identità per altro. Lavoro, gestisco una casa in autonomia, ho una macchina, vado in palestra, eccetera eccetera. Va tutto benissimo fino a quando non inizi a girarti un po’ intorno e vedi i tuoi coetanei sposarsi, avere figli, fare carriera, lanciarsi in avventure che a te non hanno mai nemmeno sfiorato.
I tuoi parenti quasi smettono di farti le classiche domande scomode
 sul futuro
 perché anche loro si sono rassegnati.
Sì, sono effettivamente cresciuta, ma le responsabilità a volte pesano come una montagna e vorrei fare marcia indietro.

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Sarà che non sono in un periodo particolarmente sereno della mia esistenza ma pensare a tutto insieme mi fa mancare il fiato.
Perché non posso tornare a quella fase della vita in cui nessuno si aspettava qualcosa da me?
Perché non posso continuare a seguire solo il mio cuore senza dover pensare per forza alle bollette da pagare?
Faccio i capricci, me ne rendo conto. Ma finché sono virtuali, forse riuscirete a perdonarmi.
Tutte queste sono solo paturnie (come le definirebbe mia madre), certo. Oggettivamente, però, quella spensieratezza si è conservata solo in parte.

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Mi piace ancora pedalare nella mia Torino, lasciando che l’aria fresca mi accarezzi la faccia mentre in cuffia passa una canzone tanto amata, mi piace bere uno spritz (anche due dai) con le mie amiche e sparlare per ore, mi piace fare nottata a ballare musica anni ’90 oppure davanti al pc per una maratona telefilmica.
Sono fortunata e non lo dimentico mai. Peccato che a volte tutta questa leggerezza venga minata proprio dalle responsabilità quotidiane della vita adulta. Insomma chiamo a gran voce tutti quelli che più o meno stanno provando le stesse sensazioni per capirci qualcosa.
Ho ancora un anno davanti a per prepararmi ad affrontare al meglio il passaggio dai venti ai trenta.
Dite che basterà?

C.
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