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Lottare, lottare, lottare!

I miei trent’anni…classe 1987, con tanta voglia di evadere da questo corpo, evadere da questo posto…dalla mia città, dalla mia vita!
Sposata da tre anni, non ho figli, dicono che non posso averne…un marito che per tutti sembra essere il marito perfetto, che in realtà lo è stato, fino a quando non ha iniziato ad unire al nostro rapporto il lavoro, o meglio, fino a quando non ha invaso la nostra vita di lavoro!
In trent’anni tante aspettative, tanti progetti, mai pensato a “ma se…”, mai pensato che probabilmente quello che si immagina fin da piccoli potesse solo rimanere un bellissimo sogno…

Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash

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Tanto studio, tanto lavoro, tanti sacrifici e poi ritrovarsi a mettere in dubbio tutto.
Le mie amiche, alla mia età, hanno già realizzato tutto, hanno creato la loro famiglia e tu, sei ancora lì a capire perché tutto questo probabilmente non sarà possibile, tuo marito che cerca di rassicurarti dicendoti che andremo avanti in due più forti di prima, ma probabilmente non è in grado di capire cosa significhi per una donna essere sterile…

Cosa si prova in quei momenti è qualcosa di inspiegabile: ti si gela tutto, corpo, mente, bocca, brividi che non vanno via facilmente, che non vuoi trasformare in gelosia nei confronti delle persone che amiamo che hanno tutto quello che noi non abbiamo, stando attenti a non farlo diventare un pensiero fisso, una “malattia”!

Photo by Philipp Cordts on Unsplash

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Già una malattia, perché è di questo che si parla, si diventa vittime della vita, vittime del proprio corpo.
Agli occhi della gente siamo strani, sposati da tre anni e non hanno figli, non ne vorranno forse? E tu, che ti ritrovi a dare spiegazioni che non dovresti, a dire al mondo intero che non sei una vera donna, e che a differenza delle altre devi tenerti tuo marito stretto perché, prima o poi potrebbe stancarsi.
Perché è inutile che ci giriamo intorno, l’amore sì è alla base di tutto, ma una notizia simile può renderti più forte di quello che pensi, ma può anche rovinarti la vita per sempre!

Sapere di non dare ad un uomo quello che potrebbe dargli un’altra donna è uno degli aspetti più pericolosi da non dover sottovalutare e che scatenano quegli attimi d’inferno in cui ti fa pensare di doverlo lasciare andare via…

Photo by frank mckenna on Unsplash

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L’adozione, un gesto fantastico, dare la vita a un bambino che non ha famiglia, ma non è lo stesso, non si provano le stesse emozioni, i nove mesi, il momento del parto, le emozioni, la voglia di scoprire…tutti svanisce!
Affronti tutto con un vuoto incolmabile che non so se passerà mai, immaginando una vita povera.
Festa della donna, festa del papà, festa della mamma, tutte feste che “odio”!
Feste in cui la gente non fa altro che mettere in mostra la bella famiglia creata, il bello dell’essere genitori, senza pensare a chi, invece, non può esserlo!
Per non parlare dei social media a breve ci metteranno anche la foto dei test di gravidanza pubblicati su facebook!

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Senza rispetto!
É per questo che ho deciso di prendere carta e penna e metter giù due righe, per gridare al mondo, per dire basta a tutti coloro che pensano che la loro felicità è di tutti!
Pensate un giorno a quelle persone nate con un destino diverso, pensate a quelle persone che avrebbero voglia di isolarsi, solo per evitare di farsi male…
RISPETTO, rispetto per tutti coloro che giorno dopo giorno non perdono mai la speranza, rispetto per coloro che lottano per tenere unito il proprio matrimonio, rispetto per coloro che a volte urlano, strillano, piangono in silenzio…
RISPETTO PER CHI SI STA ABITUANDO A VIVERE UNA NUOVA VITA!
Per cui, il giorno della festa della donna, della festa del papà, della festa della mamma…un pensiero rivolgetelo a chi come noi, non riesce a dare un senso a questa vita.

Anonimo
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