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Non chiedetemi se sono felice

Anni fa, quando il futuro mi sembrava un pacco da scartare ed io immaginavo la mia vita dopo i 30 anni tutta fatta di luce e colori, non potevo immaginare che invece, avrei trascorso i miei istanti, a cercare nella mia mente vecchie immagini di un passato che spesso oggi mi manca, e che, tutto sommato, non era poi così male. Ma è la solitudine che mi frega! La tristezza che altera la percezione di tutto.
Ho lottato, pianto, rischiato, per la mia indipendenza. Sono andata contro tutto e tutti, rinunciato a soluzioni comode, lasciato a chilometri di distanza tutti gli affetti più cari, per arrivare fino a questo punto.
Ma è la solitudine che mi frega!

Photo by Kinga Cichewicz on Unsplash

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Questa casa mi guarda immobile, come un’estranea in imbarazzo di fronte a un dolore muto, incompreso, mascherato da coraggio. Non la sento mia, eppure mi protegge dal male che è là fuori. Dai mostri sempre in agguato, dai fantasmi del passato. Me ne sto qui, al sicuro.
Il respiro del mio cane come unico suono calmo lungo un tempo che, inesorabile, mi sfugge di mano. Ripenso a cosa è stato. Alle ferite, alle speranze tradite, ai sogni violati.

Photo by Ander Burdain on Unsplash

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Agli uomini che mi hanno ricoperta di umiliazione spacciando odio per amore, agli amici che ho lasciato andare per mancanza di fiducia, a tutti i luoghi che ho toccato, ma mai realmente vissuto. Sempre di corsa.
Come ci sono arrivata a oggi qui?
La corrente mi ci ha trascinata. Io inerme e schiava. Indosso ogni giorno la maschera della donna forte, autonoma, indistruttibile. E intanto dentro muoio. Vorrei urlarlo al mondo che dentro muoio, ma questo mondo non capirebbe.
StockSnap_46BMYP2BDJ-e1494846099641A questo mondo non interessano la sofferenza, l’angoscia, il disagio. “Curati le tue pene in silenzio!” E fuori da questa casa muta sorrido. Sorrido sempre. Perché è l’immagine che mostri di te a contare.
Ma oggi non devo sorridere. Oggi posso restarmene qui, tra queste quattro mura sconosciute, ad ascoltare i battiti rassicuranti del mio unico amico, scandire questi pensieri assordanti.
E fuori piove. Dentro il diluvio. Lascio scorrere il male, non voglio più custodirlo come un segreto. Pesa. Vorrei gridarlo al vento che, l’egoismo uccide anche i cuori più gentili. Vorrei gettare la maschera. Mostrare le mie lacrime, donare tutta la mia fragilità.

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“Ecco! Questa è la mia anima. Le cicatrici la fanno sembrare contorta, ma è pura e la dono al mondo! Abbiatene cura. Chiedo solo dolcezza in cambio di tutto!”
Mancano pochi giorni ai trentadue anni. Fuori una giovane donna che aggredisce la vita. Dura, spigolosa, ambiziosa, ribelle. Ci sono arrivata sanguinando fin qui. Eppure non so il perché. E non so dove sto andando.
Non chiedetemi se sono felice, che tanto non vi importa.

Lory
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