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Progetti insieme

A 25 anni avevo il Mondo in mano, avevo già vissuto in Spagna, Portogallo, Inghilterra, stavo ad andare a vivere a Firenze per finire il mio progetto di studi con un bel master in conservazione dei beni culturali.
Incontro lui.
Ci eravamo conosciuti anni prima, ma non era scattato nulla…ma in quel gennaio 2014 tutto era diverso…si era trasformato nell’uomo perfetto. Fa i salti mortali per me e mi rende felice. Fa di tutto per assecondare la mia voglia di vivere, la mia curiosità, la mia necessità di spostarmi.
Dopo un po’ di storia a distanza vado a vivere nella sua città. La storia va a gonfie vele, l’amore è elettrizzante: eravamo felici.
Photo by Fernando Lavin on Unsplash

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Ma, così tanto, che sentivo le occhiate di invidia su di noi.

Purtroppo non riesco a realizzarmi nel lavoro, la precarietà mi uccideva, l’insoddisfazione ancora di più. Non sentivo più il suo supporto, piano piano si è allontanato sempre di più da me.
L’ultimo anno è stato terribile: abbiamo preso una nuova casa, ma non eravamo più felici.
Mi sono plasmata a lui: ho cercato di mettere da parte i miei sogni per farlo stare sereno, perché bastava che mi amasse per rendere tutto perfetto.
Photo by Jonathan Hoxmark on Unsplash

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Ma l’insoddisfazione è un piccolo tarlo che scava e scava e alla fine esce fuori.
“Ma che ti frega se non hai un lavoro che non ti permette di far carriera? Pensa a chi non ha un lavoro”
“Perché non sei in grado di stare in casa a vedere la tv?”
“Perché tutti i week end vuoi fare qualcosa? Io voglio giocare alla playstation” 
Ha pianto, ho pianto. Mi ha chiesto una pausa. Mi ha lasciata. Ho lasciato i miei sogni, sono andata a vivere in un posto che non mi piaceva, per amore.
Photo by Kristina Tripkovic on Unsplash

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Da uomo medio si è fatta un’altra in casa dove ancora vivevo io, nell’attesa di trovare una nuova sistemazione. Non lo nega: dice solo che non mi ha mancata di rispetto. E il rispetto per il mio dolore allora?
Mi sento una fallita. Dove è finita tutta la mia voglia di vita? La forza e la voglia di lottare per realizzarmi?

Photo by Ryan Moreno on Unsplash

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Ho capito, purtroppo, che i 30 anni sono quelli del palo in faccia, che fa male come non mai. Che quando pensi di aver tutto, in realtà non hai niente: non ho nemmeno più me stessa. Non mi riconosco più.
Con l’augurio che, in questa fascia d’età, ritrovi il mio vero IO e ritorni a essere la donna forte che ero qualche anno fa, quando la vita mi sembrava più facile e gli obiettivi non così irraggiungibili…

C.
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Riflessioni, propositi, affanni, sogni, ricordi, speranze, cicatrici, obiettivi, preoccupazioni, desideri. Parole sparse, pensieri e riflessioni. Voglia di raccontarsi o semplicemente di sentirsi come a casa.
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