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Quaranta giorni

Hai appena partorito, ti hanno consegnato questo fagotto tra le mani e sei in panico totale.
L’ostetrica in ospedale ti ha detto: “Tranquilla cara, devi solo lasciar passare i primi quaranta giorni. Sono difficili, ma ti porteranno alla trasformazione”.
Già… ma in cosa ti trasformerai durante questi Q-U-A-R-A-N-T-A G-I-O-R-N-I?
Diventerai come Sailor Moon? Come la rockstar Jem? Come Magica Emi gira e spera il desiderio si avvera? Come Yu nell’Incantevole Creamy pampulu-pimpulu-parim-pampùm?
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Trentenne del mio cuore, vorrei tanto che fosse così, ma la trasformazione a cui si riferisce l’ostetrica è di tutt’altro stampo… Abbi pazienza perchè molte delle cose che facevi prima non le farai più, mentre altre
che non facevi inizierai a farle.
Tra ciò che non farai più ci sarà: leggere prima di addormentarti, leggere, addormentarti, stare nel letto col
tuo compagno, andare in bagno al bisogno, fare la doccia, fare il bidet, lavare i denti, lavarsi in generale
quando se ne ha necessità, parlare con e come gli adulti, dare un appuntamento ad un’ora precisa e
rispettarla – molto meglio incontrarsi “in mattinata” o “nel primo pomeriggio”, sconsiglio invece “tardo
pomeriggio” alias “orario coliche”, mentre se avessi intenzione di dire “in serata”… ahahahahahahahah!

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Vestirsi con più di due comodi outfit appartenenti al cassetto dei pigiami da casa che alternerai, truccarti
eliminerai tutte le attività time consuming non strettamente necessarie, la manicure, la pedicure, la
ceretta… Saluta caramente l’estetista: la rivedrai tra un po’.
L’amore. L’estetista non è l’unica che rivedrai tra un po’.
Le cose che invece inizierai a fare compongono una lista più lunga e l’elenco che trovi di seguito non è
assolutamente esaustivo, ma per darti un’idea:
dondolarti per farlo smettere di piangere, dondolarti per farlo dormire, dondolarti tipo Rainman in preda ad un attacco di panico.

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Controllare se respira, lasciare le bottiglie di acqua aperte per poter bere anche con in braccio il fagotto, preparare litri di caffè per tutti quelli che vengono a trovarvi, inventarti che sono venuti i ladri in casa per giustificare il casino, conoscenza con il colostro, il tiralatte e questa unità di misura bizzarra che hai sempre ignorato e che si chiama ml, tenere un quaderno per riportare i suddetti ml bevuti, il numero di pipì e cacche fatte dal bambino, s’intende, concentrarti particolarmente sulle cacche: colore, consistenza e quantità diventeranno terribilmente interessanti!
Conoscenza con i sondini per il naso e per il sedere – poco piacevoli sia per chi li fa che per chi li riceve, lavatrici come se la corrente fosse gratis, divorare il frigo tanto sei in allattamento e si bruciano calorie è una cazzata, richiudilo!

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Pesarti ogni giorno, deprimerti per non aver perso peso, divorare nuovamente il frigo perchè tanto non dimagrirai mai perciò tanto vale.
La coda di cavallo, chiudere gli occhi ascoltando Jubel ricordando i gin tonic in disco e quel tipo biondo che avevi limonato, che poi come si chiamava? Ossitocina del cavolo che dimentico tutto!
Amare Netflix, rivedere tutta Gossip girl, piangere a dirotto perchè ti senti stanca, sola, frustrata, non capita, non ce la farai mai, Chuck Bass lascia Blair, Jenny Humphrey è una stronza e non c’è il Ciocorì al Carrefour. Notti in bianco che te le raccomando.
Ruttini, ninna nanne, favole, shhh, shhh, sono qui con te, da bravo, shhh, shhh.
Alla fine dei quaranta giorni però la trasformazione sarà avvenuta; l’ostetrica aveva ragione.
Non sei Sailor Moon, nè Jem, nè Magica Emi – lo so, non sei per nulla incantevole, ma fidati del processo. Sei però una cosa ancora più meravigliosa: mamma.
E lo sarai per sempre.

Michela Barcella di @michiwritesastory
itrentenni@gmail.com

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