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Questi 30 sono molto di più

Quando ero adolescente immaginavo che… ecco l’inizio standard di un post sui 30 anni.
Immaginavo che avrei già avuto un bambino, avrei saputo con certezza dove e con chi volevo vivere e avrei perfino avuto un lavoro soddisfacente. Del resto chi la penserebbe diversamente a 16 anni, quando i 30 sembrano un futuro lontanissimo?
Arrivata improvvisamente ai 29 ho realizzato che, sì, ho fatto tante cose, ma dove è finito tutto il tempo che mi serviva per decidere cosa fare della mia vita?
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Chi ha osato rubarmelo? Ho sconfinato troppo in fretta, ci sono ancora troppe cose di cui non so nulla… non so neanche fare un buco nel muro col trapano per attaccare un quadro! Ma poi dove dovrei attaccarlo un quadro se non ho neanche un muro mio?
Sul fatto dei bambini mettiamola così: sono ben contenta di non averne ancora.
Per quanto riguarda il lavoro non me la passo male, anche se vorrei il mio business online e sono ancora piuttosto lontana dal realizzare questo obiettivo.
Sicuramente non mi sarei aspettata di arrivare ai 30 ancora single e con nessuna idea di dove vorrei vivere.
Processed with VSCOcam with t1 presetHo vissuto in 11 posti diversi in questi anni, da Roma alla Turchia, passando perfino per le Dolomiti, cosa che mai mi sarei aspettata di fare. Mi sento un po’ scombussolata e occasionalmente molto confusa, eppure a questi momenti traballanti se ne alternano anche altri di molto orgoglio e fierezza.
In fondo, cosa devi fare nei 20 se non sperimentare e provare un po’ di tutto per conoscerti e capirti?
E poi, la cosa che conta è la mia rete sociale, estesa e solida, che mi fa sentire a casa un po’ dappertutto e mi ricorda ogni giorno l’infinita possibilità di scelte che abbiamo di fronte.
viaggi-studio-esteroEppure la pressione sociale inizia lentamente a farsi sentire, subdola e strisciante.
So che non devo cedere.
Prometto a me stessa che, se deciderò di fermarmi in un posto, sarà solo e soltanto perché io ho stabilito che girellare cambiando continuamente lavoro e facendo esperienze nuove, per quanto possa arricchire da un lato, dall’altro, alla lunga, risucchia troppe energie e mi fa sentire persa.
Non lascerò che siano gli altri a scegliere.
anh-co-don-buon-3Improvvisamente capita che ci venga chiesto di prorogare il contratto in un posto in cui sappiamo di non appartenere e che avevamo previsto di lasciare prima. Ed ecco ancora la pressione di chi hai intorno, i discorsi generali sulla mancanza di lavoro, le uscite come:
ma come riparti di nuovo, non ti trovi bene qui? Almeno tu hai un lavoro!
In questi 30 anni ho capito che non seguire l’istinto e ignorare la voce che dentro di noi ci intima di chiudere quella porta, perché quella data avventura è giunta al termine, è l’errore più grave che si possa fare.
Non vuol dire che sia facile dover spiegare a tutti che progetti bislacchi ti sei messo in testa e perché quella porta si sia chiusa, ma ascoltarsi è la cosa più importante.
porta-chiusa_risSe proprio non sappiamo quali porte vogliamo aprire, dobbiamo almeno capire quali vanno chiuse per forza. Questa è una delle lezioni più importanti che ho imparato in questi 10 anni spesi a fare di tutto di più, con grandi soddisfazioni e molte incertezze.
Questi 30 sono molto di più. Mi sento più sicura di me stessa perché mi conosco meglio, sto iniziando ad unire i puntini. Mi accetto maggiormente per quello che sono e sto piano piano lasciando indietro un po’ di zavorre, soprattutto l’ansia, che finora mi hanno sempre impedito di stare serenamente a galla.
tumblr_m6pvn74iDM1rz9vb1o1_500_large_largeDunque in questo trentesimo: al viaggio zaino in spalla nel Sud-est asiatico che posticipo da più di due anni perché prima vengono le responsabilità; no ai compromessi perché ho sviato già abbastanza; ai progetti e agli obiettivi che più mi interessano (ne parlo molto sul mio blog di crescita personale www.dicavolievele.com); ma no al rimandare continuamente perché è la scelta più logica secondo chi mi sta intorno.
Non è un capriccio seguire l’istinto, piuttosto è un dovere non farsi ingabbiare.
Ve lo dice una che l’anno scorso si è alzata la mattina ricascando di botto sul letto con, probabilmente, un principio di esaurimento causato da ritmi troppo stressanti a lavoro.
campaign_210_2841I compromessi e le responsabilità sono parte della vita, ma se diventano ciò che motiva le nostre azioni riempiremo una vita di regole e doveri dettati da altri.
I 30, ecco forse alla fine dell’articolo l’ho capito, mi hanno regalato la consapevolezza dell’urgenza: urgenza di vivere subito, senza aspettare.
Come dice il tatuaggio che mi sono fatta appena compiuti gli anni, tratto da un libro, we get one ride in life.
Con 30 siamo nel pieno della corsa e non ho voglia di scendere né di rallentare.

Angelica di dicavolievele
itrentenni@gmail.com

 

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