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Riflessioni di una over 30

Ho superato il fatidico 30 da qualche anno ormai.
Lo so, fa male per certi versi raggiungere questo traguardo: inizi a notare i capelli bianchi, le occhiaie o le prime rughe quando ti guardi allo specchio, inizi a chiederti se la tua vita stia prendendo la direzione che dieci anni fa avresti sperato che prendesse, inizi a fare bilanci, a osservare le vite degli altri e a fare paragoni, a chiederti quando avrai un partner, dei figli, una casa tua, un lavoro fisso… e a volte rischi di cadere nel vortice dell’insoddisfazione per mille motivi.

Photo by Darwin Vegher on Unsplash

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Ma non è di questo che voglio parlare oggi. Al contrario, vorrei che ognuno di voi over 30 spendesse insieme a me qualche minuto per provare ad essere indulgente con se stesso.
Indulgente, sì, perché fin troppo spesso ci puniamo in modo ingiusto, fin troppo spesso lasciamo che le aspettative della nostra famiglia o quelle della società prendano il sopravvento sulla nostra vita, sul nostro modo di essere, su noi stessi.
Fin troppo spesso non ci amiamo abbastanza o ci sentiamo “inadeguati” per qualche motivo.

Photo by Aleksandr Ledogorov on Unsplash

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C’è chi ha un lavoro da favola, ma non ha una vita sentimentale soddisfacente; chi al contrario ha sposato la persona dei propri sogni, ma ha un lavoro precario; chi vorrebbe un figlio ma non può averlo; chi ne ha uno ma magari si sente un genitore “imperfetto”; c’è chi ha seguito una strada sbagliata sotto la pressione dei propri genitori e chi invece ha consapevolmente intrapreso un percorso per poi capire che non era quello che faceva al caso suo… Insomma, il vero problema dell’essere un trentenne è che, fin troppo spesso siamo i giudici più severi di noi stessi.
Dieci/quindici anni fa ci sentivamo invincibili. C’era così tanto tempo a disposizione davanti a noi che non ci andava di preoccuparci di sbagliare e probabilmente non conoscevamo neppure il significato della parola “sbagliare”.
E ora? Cosa ci è successo?

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Tutto d’un tratto siamo qui a condannarci perché, per un motivo o per un altro, non siamo le persone che vorremmo essere. I film americani e i telefilm su Netflix ci hanno davvero rovinato cari miei.
Eh sì, quelle storie in cui il protagonista trentenne è un figo o una figa da paura, fa un lavoro incredibile, guadagna un sacco di soldi, ha una casa che tu nemmeno se vivessi da eremita per i prossimi 50 anni potresti permetterti, guida un’auto favolosa e chiaramente, cosa ancor più importante, ha una famiglia meravigliosa ad attenderlo quando rientra dal lavoro ed è talmente smart o cool che riesce perfino a bilanciare carriera, sport e tutto il resto.

“Ok, cosa è andato storto con me?”
Probabilmente ci chiediamo, anche inconsciamente, quando la società ci presenta determinati modelli di vita. É come se ci vedessimo davanti un orologio che continua a ticchettare incessantemente, ricordandoci che la scadenza sta per arrivare.

Photo by Malvestida Magazine on Unsplash

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Ma la verità è che nulla è andato storto, la verità è che non esiste nessun orologio e non c’è un momento esatto in cui devi aver raggiunto contemporaneamente tutti gli obiettivi della tua vita per non sentirti un fallito.
E, soprattutto, nessuno dice che dobbiamo avere tutti gli stessi obiettivi perché abbiamo personalità variegate e colorate ed è giusto che ognuna di esse abbia il proprio spazio senza sentire il peso dell’insoddisfazione. E allora lasciamoci un po’ andare, cerchiamo di amarci per quello che siamo, con i nostri piccoli e grandi difetti, guardiamoci allo specchio consapevoli di tutto ciò che di bello ci siamo regalati essendo semplicemente noi stessi e senza avere la pressione della “scadenza da rispettare”. E semplicemente innamoriamoci del viaggio che stiamo vivendo, senza preoccuparci della destinazione.


Una over 30 come tanti
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