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Sono trenta

30 anni.
Ci sono arrivata.
Quell’età che guardavo da lontano e pensavo a chissà come sarei stata, avrei avuto un lavoro, dei figli, un marito, e i miei genitori? Come sarei stata? Più grassa, magra, un po’ più alta, chi avrei avuto con me a festeggiare quel giorno?
Sono arrivata ai 30 anni…con un fidanzato che è lo stesso da quando ne avevo 20, con un lavoro a tempo indeterminato in uno dei posti più chic della città e insieme al mio ragazzo qualche mese fa abbiamo aperto un piccolo B&B (sogno, utopia, ma ce l’ho! Ce l’ho fatta! Ed è più di ogni mia aspettativa). Lavorare nel turismo e farlo nella mia città a 360 gradi mi riempie gli occhi, la testa, il cuore.

Photo by Anthony Ginsbrook on Unsplash

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Tante gioie e soddisfazioni hanno chiuso i miei 29 anni ma anche un’infinità di dolori. Quello più grande di tutti ha un solo nome e un solo volto: mio padre. Il mio primo fidanzato, quell’uomo che da piccola per me era il mio eroe e che 10 anni fa si è ammalato, un ictus, ha perso vista, ogni tipo di capacità motoria, che ha portato mia madre a lasciare il lavoro per assisterlo. Lui che c’è ma non c’è. La certezza di avere due genitori, ma il dolore di non poterli rendere partecipi diretti delle gioie della tua vita, perché impegnati a seguire una malattia degenerativa che li porta – anche se in maniera diversa- lontani da me, a chiudersi in un mondo buio per mio padre e fatto di cure e preghiere per mia madre.

Photo by James Cousins on Unsplash

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Quel dolore che mi ha travolto a 20 anni che negli anni è diventata rassegnazione, quell’ esorcizzare questo stesso dolore e combatterlo con l’ironia.
“Ricorda che l’ironia ti salverà la vita” canta Fiorella Mannoia, io mi sono armata di quell’ ironia per ricostruire me stessa.
Figlia unica con due genitori anziani che mi hanno avuto in tarda età, a 20 anni mi sono ritrovata faccia a faccia col mondo, laddove avevo bisogno anche solo di un sostegno morale dei miei genitori sapevo di non poterlo chiedere, e così ho vissuto una vita parallela, a casa con loro, ma con una vita fatta di cose semplici, banali ma che loro non riuscivano a seguire. Ho combattuto con malattie, ospedali, cliniche, riabilitazioni, paure, voragini al cuore e allo stomaco, insicurezza, crolli psicologici, desiderio di aggrapparmi ad una famiglia che però non era la mia e che ho trovato nelle mie amiche e nel mio fidanzato.

Photo by Vonecia Carswell on Unsplash

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Mi sono ritrovata così a festeggiare i miei 30 anni. Sveglia la mattina…
”Mamma oggi è il mio compleanno faccio 30 anni”
“Auguri, avevo dimenticato fosse il 28”
le amiche che mi ordinano la torta, scendi, estetista, auguri vari, pranzi a casa da sola mentre tua mamma da da mangiare a tuo padre.
Chiuditi in camera a lavorare, rispondi ai clienti: inglese, francese, aggiorna la disponibilità del B&B, consiglia un buon ristorante per questa sera, oddio è tardi, cena, da sola, preparati, il tuo ragazzo ti bussa, scendi e vai incontro al tuo presente, a chi sei tu ora a 30 anni e ad aspettarti per festeggiare, non ci sono i tuoi genitori ma ci sono loro!

Photo by Gaelle Marcel on Unsplash

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I tuoi amici, pochi ma quelli veri, quelli buoni, quelli che hanno lasciato figli piccoli con la febbre a casa con i nonni, che hanno inventato una palla a lavoro, che con tutta la pioggia, influenze varie sono scesi per venire a festeggiarti, i tuoi colleghi di lavoro che non riuscite mai a organizzare un’uscita ma che per te sono venuti ed erano lì…c’erano loro, come il giorno della mia laurea : “Che entri la candidata con i suoi genitori…” -“i miei genitori non ci sono ma possono entrare il mio fidanzato e le mie amiche?”.
Come allora. Come sempre.  Forse è giusto così. Forse, forse chissà. Ma è così.

Photo by Kimson Doan on Unsplash

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30 anni….e mi sento fortunata lo stesso, perché il lavoro occupa il mio tempo, la mia città da cui tanti giovani emigrano, ma a me ha spalancato le sue porte e mi ha dato un futuro. L’amore e la famiglia come valore assoluto.
Casa: che per me ha dentro il volto delle persone che amo. Il desiderio di essere felice, di avere una mia famiglia, per vivere da madre ciò che avrei voluto vivere da figlia.
30 anni miei…siete arrivati con la consapevolezza di ciò che ho avuto, di ciò che ho e di ciò che sarà e che avrò!

I.
itrentenni@gmail.com

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