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Storie da un cuore spezzato

…Oggi ho preso forza, ho preso coraggio e dopo mesi, mi sono dichiarata, sapevo che sarebbe andata male, ma speravo che questa volta sarebbe stato diverso.
Dopo una prima relazione fatta di convivenza, corso prematrimoniale e data di nozze fissata, faccio saltare tutto, lui non era quello che credevo e soprattutto non era pronto, se si fosse andati avanti ci saremo ritrovati nelle pagine di cronaca.
Dopo di lui sono seguiti flirt e storielle, più o meno importanti, ma tutte caratterizzate da un uomini che non volevano di più.
Forse scottata dalle esperienze passate, ci metto un pò a fidarmi di chi ho davanti, impenetrabile, imperturbabile, tutta sulle mie, poi con il tempo, abbattono il muro intorno al mio cuore, sciolgo gli ormeggi e mi innamoro.
Photo by Mandy von Stahl on Unsplash

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Questa volta tengo le distanze, lui carino, tenero, mi spinge a lasciarmi andare, ma questa volta cerco di resistere, non voglio soffrire, non posso sempre finire con uno strappo al cuore difficile da rimarginare… e poi in una grigia giornata lo vedo arrivare con gli occhi pesti, pieno di lividi e ammaccato per via di un incidente in auto e…mi si apre il cuore.
Capisco che, anche se cercò di respingere, mi sto innamorando, un amore diverso, più consapevole, più voglia di scoprire il mondo insieme a lui… e lui proprio in quel momento inizia ad allontanarsi.
Due giorni di vacanza insieme non sono utili, anzi creano una frattura insanabile.
Photo by mahdis mousavi on Unsplash

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Dopo mesi di stress psicologico oggi prendo il coraggio a due mani, indosso il mio porta fortuna, mi sento positiva, sento che oggi andrà diversamente… affronto il discorso, mi mancano le parole, non riesco a guardarlo negli occhi.
Al mio volere di più (una cena, qualche minuto in più, dormire insieme) arriva la sua risposta “non voglio di più, non sono fatto per una storia, chiudiamola qui, ci tengo a te ma non voglio nient’altro”.
Io incasso, lo guardo, cerco di non umiliarmi, mi fa male tutto, tutto mi si strappa dentro: testa, cuore, stomaco.
Penso che sia meglio così, razionalmente é meglio così, ma come rientro a casa cado a terra in un pianto disperato, doloroso.
Photo by Eutah Mizushima on Unsplash

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Siamo nei tempi in cui costruiamo muri, barriere, ci esprimiamo solo con messaggi ed emoticon e abbiamo paura di affrontare la vita vera.
Ogni volta mi dico non di non ricascarci, di stare bene sola con me stessa, di bastarmi…e poi mi lascio travolgere dagli eventi, del resto come dice lui:
“Sei giovane, hai 34 anni, hai ancora tempo per trovare chi ti vuole bene”
E io mi riprometto ancora una volta che non soffrirò mai più, che basterò a me stessa… sino alla prossima caduta!
S.
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