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Sulla soglia dei #30

Manca un mese ai 30 anni… esattamente uno, e questa notte penso: ma la sto vivendo realmente bene?!
Insomma, dai sono la più piccola della famiglia! Così cerco di convincermi, leggendo vari post, che la vita inizia a 30 anni.
In realtà preferisco stendermi sul divano piuttosto che un aperitivo, a meno che non sia con le mie amiche di sempre. Nella città che mi ospita (sul divano) mi ci tuffo e mi rendo conto che esclamando “oplalà” dopo una giornata di lavoro, forse non è davvero il giusto punto di partenza?!

Photo by Daiga Ellaby on Unsplash

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Mi guardo allo specchio e qualche segno io inizio a vederlo, sono ancora fresca però, non uso trucco ma negli occhi io riconosco gli 11 anni da fuori sede, i sacrifici per studiare e laurearmi, il mio master, il mio dottorato, il mio bellissimo posto di lavoro precario (ma giuro bellissimo), le soddisfazioni, i mille impegni che non so perché mi ostino a prendere e le ingiustizie che a noi giovani ricercatori ahimè ci toccano (l’Italia comunque ci apprezza, ci vuole, inutile lamentarsi, è un lavoro difficile i cervelli scappano ma io tempo, fatica e dedizione li sto investendo nel nostro Paese).

Photo by Christopher Czermak on Unsplash

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Ho poco tempo libero, mi stresso, ho visto tempo fa un capello bianco che ha suscitato in me panico, ore di terrore incredula ed incerta se strapparlo o meno, insomma dai non posso credere che da uno se generino dieci.
Va beh, ad ogni modo non l’ho strappato è caduto da solo per non so quale miracolo: ora adoro di nuovo i miei capelli, così castani e lucenti.
Io vedo anche i segni di una malattia che ho fortunatamente superato che mi ha portata dinnanzi ad un bivio “la strada verso i 30” o “la strada senza ritorno”… ho imboccato la strada giusta ed ho goduto anche quest’anno del mio splendido mare pugliese, il sole ha colorato la mia pelle ancora una volta, ho sommerso i piedi nella sabbia dorata dell’adriatico ed in quella bianca dello ionio e mi sono specchiata nei due mari, e persa nei mille pensieri e nei piacevoli ricordi.

Photo by Salvador Martin Yeste on Unsplash

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Poi quel tramonto mozzafiato che ti rende improvvisamente più romantica e ti ricorda le scene delle commedie d’amore, in cui arriva sempre un lui a salvarti… Ah, l’amore, quello che ti lascia le cicatrici non sul viso ma nel cuore…
Una volta ho letto un articolo (che si spacciava per scientifico, del tipo una famosa ricerca dell’Università di chissà dove) che nella vita ci si può innamorare 3 volte:
il primo amore quello che non scordi mai
il secondo quello in cui credi di esserti ripresa invece sei capitata peggio del primo
il terzo lontano dai tuoi canoni, completamente il tuo opposto…

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E poi sì, ci sono le storie di passaggio che ti lasciano dire:
“Beh, dai non ero pronta!”
“Non posso dedicarmi a qualcuno in questo momento”
In tutto questo, io ho trovato sul mio cammino il sorriso di un girasole, il mio angelo custode che ora mi guarda e sì, che mi guarda lo so, da lassù, uno stronzo, uno di quelli che ti fa credere per anni che è un principe e poi ti tradisce come il più sporco dei bugiardi.
Gli altri ti guardano, sanno, vogliono farti capire e pensano che più che una perla ti stai lasciando andare come una cozza, e poi lo sguardo vero, quello che non dovresti lasciare andar via, ma che perdi per strane coincidenze o perché non riesci a trattenerlo e a convincerlo che ci sarà la svolta prima o poi..ahimè ho perso anche lo sguardo più intenso che abbia mai incontrato sul mio cammino.

Photo by Aleksandr Ledogorov on Unsplash

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L’ho lasciato lì, tra una ricerca e l’altra, tra la neuroscienza che ci unisce ed una vita che ci separa, ehi ho abilmente realizzato il mio triangolo!! Ma se Pitagora insegna che la somma delle aeree dei quadrati costruiti sui lati è uguale all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa nessuno di queste punte mi ha fatto sentire l’apice, che vorrei essere.
Ebbene sì, inseguo ancora la vita di una studentessa, forse perché mi ci sento, e finchè mi sentirò tale, per tutti gli anni che mi separeranno dagli “anta” beh, io sarò fiera di viverli così, e forse rimpiangerò sempre quello sguardo che ho perso, o forse rimpiangerò di non aver intrapreso un cammino professionale più facile.

Photo by Eric Ward on Unsplash

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Mi ripeterò che non si vive di gloria o spero semplicemente che faccia parte di quelle più fortunate, e mentre ci sarà chi andrà via, chi crederà di aver fatto il colpaccio, chi perderò su questa strada, io riderò ancora sul divano abbracciando LUI che ha il mio nome preferito, che tutto sembra tranne che l’uomo dei sogni, anzi che è più ragazzino di me, ma che ama il mio modo di sentirmi ancora piccola… per una famiglia be c’è tempo: fatemi crescere ancora!!

M.
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