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Tema: cosa ho imparato dal 2017

Svolgimento:
Ho imparato che preoccuparmi, in generale dico, non ha proprio senso. O meglio, ha tanto senso quanto cercare di saziare la propria fame con un’insalata: in pratica nessuno.
Ho capito che non c’è niente di più inconsistente di una promessa. Che vorremmo tante cose, e ci crediamo nel momento in cui le giuriamo e spergiuriamo, ma poi le cose cambiano perché tutto cambia. E forse questa è una fortuna. Oppure mi piace pensarlo.
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Ho imparato che mettermi l’eye liner in maniera simmetrica è praticamente impossibile, quindi è ora di smettere di provarci. Però ora so mettermi l’ombretto, e per me è una vera conquista perché non ho mai saputo truccarmi: quelle volte in cui lo facevo sembravo Joker. E invece ora talvolta, sotto la luce giusta, mi pare di essere pure carina con una nota di colore in più. Chi l’avrebbe mai detto?
Ho imparato che se sei triste dovresti iniziare a sorridere a caso alle persone per strada. Oddio, può darsi che qualche passante ti guardi malissimo, mica dico di no, ma qualcuno ti risponde, al sorriso intendo: e allora qualcosa inizia a prendere senso. Ed è un senso che mi piace. Perché c’è tanta gente triste in giro, mica vogliamo essere così presuntuosi da pensare di essere gli unici?
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Ho capito che ho più potere di quello che avrei mai pensato, perché va bene non prendersi troppo sul serio, ma a volte credere un po’ in noi, nelle nostre passioni, può fare la differenza. A me questa cosa mi ha cambiata, mi ha dato nuova consapevolezza, linfa, vita. Ed è una figata. Ho iniziato un nuovo lavoro e posso dire con fierezza che ce la sto facendo contando soltanto su di me (è vero che oltre a contare su di me dovrò anche contare le fatture, ma questo è un altro discorso).
Ho capito che i momenti leggeri sono quelli più veri e che danno colore: prendermi il tempo di ascoltare persone che fino ad ora avevo solo intravisto, vivere a caso a casa di amici, spiegare alla zia che se faccio la copywriter non significa che lavoro alla SIAE, rubare medaglie nella hall di un albergo, passare il giorno di Santo Stefano all’Ikea. Bere tisane che sanno di buono, regalare una rosa, ballare un lento mentre il bar del tuo paese sta chiudendo, riscoprire le fiabe sonore, cantare in macchina, guardare film ignoranti con le mie sorelle.
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Ho riconfermato la mia passione per la birra: fa ingrassare, è poco chic, ma una IPA la sera dopo una giornata passata a lottare contro i mulini a vento ti mette in pace col mondo. Due IPA te lo fanno proprio amare il mondo. Tre, beh, meglio non farlo: il giorno dopo il mondo non lo affronti affatto.
Ho capito che le persone vanno e vengono, sono poche quelle che rimangono: ma sapete che c’è? Queste persone meravigliose, costanti e presenti, vale la pena di tenersele strette con le mani e con i piedi, perché sono loro che danno senso e colore alle nostre giornate.
Sono consapevole di essere fortunata, per tanti motivi, come ad esempio per alcune di queste persone per le quali mi butterei tra le fiamme immediatamente: potrei addirittura rinunciare alle mie IPA per loro, e queste sono dichiarazioni decisamente forti.
Silhouette of girls making heart shapes with their handsE sono fortunata anche per i nuovi incontri che questo 2017 mi ha riservato e che mi riempiono il cuore di gratitudine.
Ho capito che i problemi veri della vita sono cose che non ci saremmo mai aspettati, come quando un pilastro fondamentale della tua famiglia si ammala: beh, lì qualcosa dentro di te muore. E ti senti come un passerotto impaurito, totalmente inerme, e ti chiedi dove troverai la forza. Ma poi lo fai, perché la vita tutto sommato è una figata e ti dà sempre una seconda occasione.
Infine ho imparato che dire addio è la cosa più difficile del mondo, perché è come rinunciare ad una parte di te. Dire addio indurisce, mortifica e distrugge.
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Non volevo rattristare nessuno eh, però è inutile che ce la raccontiamo: ci siamo passati tutti.
Ma sapete che c’è?  Ho anche capito che le scelte sono scommesse. E sono scommesse proprio come quelle di chiunque altro. Ogni azione ha una sua conseguenza. Rinunciare a qualcosa vuol dire abbracciarne un’altra, e questo è confortante perché significa che niente muore, si tratta solo di evoluzione. Ed è tanto difficile quanto vero. E ti fa sentire vivo, nonostante tutto.
Che questo 2018 possa portare a tutti voi gioia, serenità, e un generoso quantitativo di IPA, che ce n’è bisogno.
C.
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