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Trent’anni e non essere ancora abbastanza

Stamattina ho strappato il mio primo capello bianco.
Ho sempre pensato che non mi sarebbe importato il passare del tempo e invece ne sento il peso.
Vorrei mettermi in stand by e svegliarmi quando avrò deciso cosa fare della mia vita. Vorrei del tempo per capire cosa voglio davvero, sia dal punto di vista lavorativo che personale, perché, ora come ora, mi sento persa.

Amo il mio lavoro, mi sento al posto giusto quando sono a scuola, ma spesso mi ritrovo a chiedermi se ne sono veramente in grado, se, una come me, può davvero essere un esempio per i miei alunni, se sto facendo abbastanza per loro, se metto loro e le loro necessità al primo posto o se metto le mie.

Photo by kyo azuma on Unsplash

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Sento di avere ancora tanto da imparare, non è sempre facile far capire a chi non fa questo lavoro, quanto è pesante e quanto ti tiene la mente occupata, anche quando dovresti solo svagarti.
E poi non sempre viene riconosciuto l’impegno che ci hai messo e fa male.

Dal punto di vista personale, ho dei problemi di fiducia. Sono pochissime le persone di cui mi fido davvero, credo di poter contare solo su me stessa.
Negli anni ho imparato che non si smette mai di conoscere una persona, che chi credi che starà sempre al tuo fianco poi si rivela una delusione, che chi ti promette di esserci poi puntualmente se ne va, che certe amicizie sono vere solo finché sei utile, che non sono indispensabile a nessuno e che posso essere messa da parte senza pensarci troppo.

Photo by Imani Clovis on Unsplash

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Ho scoperto che è difficile dimenticare le persone a cui hai voluto bene ma a volte è necessario se non sei più importante per loro.
Sono una persona molto sensibile, non so se è un difetto o un pregio. Quando qualcuno mi dice o mi fa qualcosa ci ripenso per tanto tempo, analizzo parole e fatti e ci rimango male per dettagli magari insignificanti.
Prima di dire o fare qualcosa ci penso tantissimo, per essere sicura di non offendere o far rimanere male l’altro, come se fossi io.
A volte, proprio per questo, mi metto da parte, preferendo tenermi dentro qualcosa piuttosto che buttarla su qualcuno a cui poi potrebbe fare male.

Photo by Christopher Ruel on Unsplash

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Purtroppo mi sono abituata a fare la parte di quella che non si lascia toccare da nulla, quando invece semplicemente ho un autocontrollo enorme e tutto mi tocca fin troppo, ma non posso mostrarlo.
Va tutto bene quando vai bene a scuola, ma non è il caso di fare complimenti perché è il mio dovere;
Quando hai cercato di fare del tuo meglio ma non viene riconosciuto, oppure quando non vedi qualcuno da tempo e la prima cosa che dice è che sei ingrassata.
Quando qualcuno ti fa notare che non sei abbastanza estroversa, quando qualcuno ti fa capire che non sei abbastanza bella, abbastanza interessante per starti ad ascoltare, quando ti viene insegnato che la tua felicità si può mettere da parte perché è più importante l’apparenza e accontentare gli altri e tu finisci per crederci, quando qualcuno ti dice che sei speciale e poi ti butta via come se non ne valessi la pena.
Ci arrivi presto a convincerti di non valere granché. 

Risultato?
Mi sento sempre quella che “non è abbastanza” ma lo nascondo dietro sorrisi, lavoro, selfie e pianti nascosti.

C.
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