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Trent’anni e un cuore rattoppato

Il mio mondo è appena andato in pezzi, di nuovo.
Per la prima volta oltre al dolore e allo smarrimento, sento una strana calma, credo si tratti della dolorosa consapevolezza di chi poi, alla fin fine, sa di riuscire sempre a rimettere insieme i pezzi.
Improvvisando una nuova strada che non era quella che avevo scelto, con il cuore pieno di rattoppi ma comunque funzionante, tiro avanti e probabilmente, ad un certo punto, su quella nuova strada mi ritroverò pure a ballare, perché l’avrò fatta mia.
Il mio compagno mi ha lasciata, all’improvviso, la mia metà della mela, l’incastro perfetto (che probabilmente non era così perfetto) se ne è andato da un giorno all’altro e mi sono ritrovata nella mia vecchia cameretta, a casa dei miei genitori, sommersa dagli scatoloni in cui in fretta e furia ho gettato alla rinfusa questi ultimi anni.
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Stordita mi guardo intorno, mi manca il mio amore, la mia casa, la mia vita e anche il sostegno della persona che per la prima volta in vita mia mi aveva fatto sentire libera di essere me stessa, amata esattamente per quella che sono, capita davvero.
Mi sarei aspettata di ritrovarmi spappolata come un cachi maturo caduto da un albero a novembre, e invece, nonostante tutto, una strana forza mi sta tenendo insieme: la consapevolezza che la risalita è dolorosa, che saranno mesi tristi, dove il vuoto sembrerà inghiottirmi, dove tutte le insicurezze e le peggiori paure prenderanno talvolta il sopravvento; so che mi sentirò inadeguata rispetto a chi mi sta intorno, ma, nonostante tutto, io ho me.
Photo by Julie Johnson on Unsplash

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Io so chi sono, ho imparato negli anni a perdonarmi fallimenti, debolezze e imperfezioni, ho imparato che le mie spalle sono robuste a sufficienza per sopportare. E se io ho me, vuol proprio dire che non è vero che non ho più niente.
Ho una famiglia amorosa e qualche amico ben selezionato, sopravvissuto al setaccio del tempo, che mi orbita intorno e devo dire che sono una gran boccata d’ossigeno, una carriera che stenta a decollare ma a cui sto dando anima e corpo, una linea di gioielli tutta mia appena messa in piedi, un piano messo su a tempo record per uscire da casa dei miei (che a quasi 34 anni, con tutto l’amore del mondo, non è davvero una situazione sostenibile), ho curiosità e passione, ho voglia di vivere e dare, ho luce… ho tanto.
Io sono tanto.
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Quell’amore che non ho più, dovrò per un po’ imparare a darmelo da sola, almeno finché la ferita non sarà rimarginata. Col cuore un po’ più stropicciato, torno a lanciarmi nel mondo, convinta che a un certo punto mi sentirò di nuovo felice.
(Se volete pubblicarla per me ok, però dite anche che poi le lacrime si asciugano e il tempo lenisce le ferite, anche quelle brutte e profonde).
Scrivete che, una relazione finita, non è solo l’ultimo capitolo di una storia d’amore, ma è anche il primo capitolo della vita dopo quell’amore… e questo secondo volume non ha niente da invidiare all’altro.
Trovarsi soli dopo i 30 fa paura davvero, soprattutto quando intorno a te tutti si sposano e fanno figli e tu non hai nemmeno un cactus che ti aspetta a casa (per forza, sei fuori tutto il giorno e morirebbe per carenza di luce) però è anche vero che, essere priva di legami a quest’età, mi ha dato tutta una serie di possibilità che altrimenti mi sarebbero state precluse, che vanno dall’avere una casa mia (non nostra, non in condivisione con coinquilini, non la casa di mamma e papà…un posto tutto per me) all’investire un po’ di risparmi per andare 20 giorni, dall’altra parte del mondo in un paese straordinario insieme a perfetti sconosciuti.
Photo by Drif Riadh on Unsplash

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Insomma, potevano essere mesi di lacrime e depressione e un periodo bruttissimo, è stato invece un periodo di crescita personale in cui ho scoperto che uscire dalle proprie zone di comfort è quanto di più divertente e stimolante ci possa essere (dal riprendere in mano la macchina fotografica e innamorarsene follemente, alle nuove amicizie vicine e lontane, al passare un sabato sera in casa ed esserne felice, al prenotare un weekend a berlino per partire completamente sola, all’aprire un profilo tinder solo per il gusto di conoscere persone nuove).
Per ora, ho ancora la vita sentimentale in stand by, non so se dipenda dal fatto che non sono ancora pronta per qualcosa di nuovo o dal fatto che non ci siano state occasioni (uomini affascinanti come specie in via d’estinzione?) fatto sta, che al momento, è calma piattissima, ma ora come ora non ne sento la mancanza.
Photo by Abigail Keenan on Unsplash

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Ogni tanto, l’orologio biologico, ticchetta più forte e penso che, probabilmente, le mie possibilità di farmi una famiglia, stanno scivolando via insieme ai miei 34 anni, e la cosa un po’ mi intristisce, ma tanto non è qualcosa che dipende dalla propria volontà aver trovato oppure no la persona giusta per fare un figlio, quindi tanto vale godersi il viaggio prendendo ciò che di buono viene.
Avrei voluto altro per me?
Probabilmente sì, ma senza questi imprevisti, non mi sarei mai scoperta così indipendente, determinata, forte, creativa e inaspettatamente, felice.
Vado incontro al domani, col cuore rattoppato, ma più vivo che mai.
-V.
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