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Un pezzettino della mia vita

Ho 29 anni, ma nella mia testa è come se fossero 30, belli tondi.
Io non avevo in programma questa vita. Mi sono laureata in una materia scientifica, un pochino arrancando ma nei tempi giusti, ho lavorato un paio di anni in università con una borsa di studio e poi l’azienda.
I 30 anni nella mia testa erano così lontani…
Poi ho incontrato di nuovo Lui, il mio primo ragazzo, il mio amore platonico.

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Quindici anni fa risultava impossibile, almeno per me, chiedere ai miei genitori di accompagnarmi a trovarlo a 35 km di distanza. È stata una di quelle storie via SMS quando se ne avevano 100 al giorno, finiti quelli via di squilli.
L’ho ritrovato, ci siamo ritrovati, conosciuti, innamorati e nel frattempo mi sono licenziata da un posto di lavoro che mi dava poco e al quale io davo ancora meno. È arrivata la fine di Settembre dell’anno scorso e ho cominciato con le precarie supplenze a scuola, un buon incarico quello dell’anno appena passato, mi ci sono buttata con tutta me stessa e ho scoperto che mi piace, che lavorare con i ragazzi ha qualche contro ma molti pro.

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La scuola è un percorso ad ostacoli pieno di incertezza, ma ho deciso di percorrere questa via.
A Giugno 2018 la mazzata, al mio Lui diagnosticano una grave malattia degenerativa che, senza chiedere il permesso, spero più lentamente possibile, gli toglierà l’uso delle gambe, o della vista o chissà che altro.
Apprensivamente gli sto vicino, con tranquillità e lui sta vicino a me.

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Mi sento un pipistrello, dagli occhi ciechi ma i radar attivi.
Guardo i miei compagni di università e li vedo soddisfatti, belli, la maggior parte in istituti di ricerca molto prestigiosi, tra un po’ loro saranno in vacanza in luoghi che, forse, non potrò permettermi mai, per un motivo o per l’altro.
Vedo loro e guardo me.
Faccio somme su di loro, faccio sottrazioni su di me.

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Questa vita l’ho scelta e mi è capitata… ho 29 anni, ma nella mia testa è come se fossero 30.
Dicono che ognuno riceve ciò che può sostenere, io ho la presa molto salda sulla Nostra vita. A volte mi pizzicano le mani, le dita avrebbero voglia di mollare ma un pipistrello appeso a testa in giù non può certo lasciarsi andare senza sapere dove volare. Le incertezze sono i rami, i buchi nelle grotte, i fili del telefono, vorrei poter volare serena.
So che ce la farò, anche se tutto questo è una salita accompagnata da risate, chiacchiere infinite e, i suoi occhi, che tanto amo.
Trenta?! Forse non mi fate paura!

F.
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