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Un sogno irrealizzabile

Un anno fa ho intrepreso un’avventura imprenditoriale che aspettavo da tempo:
avete presente il sogno irrealizzabile che diventa realtà?
Quello che avete sempre voluto, il lavoro della vostra vita, quello che non ha nulla a che fare con la vostra laurea o il vostro percorso formativo?
Ecco, a maggio 2017 questa cosa si è realizzata, ed io ero la quasi 31enne più felice del pianeta.

Photo by Lesly Juarez on Unsplash

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Oggi, a un mese dai 32, questo sogno si è trasformato in un incubo, un incubo da cui sembra difficilissimo svegliarsi.
<< Mi chiamo Francesca e soffro di attacchi di panico! >>
E ne ho uno in corso adesso, mentre sto scrivendo…
Dicono che a 30 anni uno abbia tutte le possibilità per trovare la propria strada, beh, io l’avevo trovata un anno fa, o almeno credevo.
Lo chiamano “rischio d’impresa” o “investimento sbagliato” o, più semplicemente, “fallimento”. Ed è così che mi sento oggi, fallita. Non riesco ad uscire di casa per paura del giudizio altrui, non riesco a guardare in faccia i miei genitori perché non so come ripagarli per tutto l’aiuto che mi hanno dato e che continuano a darmi, sono sempre incazzata, triste, depressa,
piena di verogna.

Photo by Kinga Cichewicz on Unsplash

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Ecco, credo che questa sia la cosa più terribile: provo vergogna! Perché le persone non aspettano altro che vederti cadere, e se poi cadi e ti rompi anche una gamba sono ancora più felici, più soddisfatte delle proprie vite, pensano :”Beh, alla fine c’è chi sta peggio!” e si sentono rincuorate.
Non so perché ho deciso di scrivervi, di solito le vostre storie sono incoraggianti, hanno spesso un lieto fine.
green-chameleon-21532-unsplashBeh, questa è la storia di una 30enne che non ce l’ha fatta, è sommersa dai debiti e non sa come uscirne.
Mi riprenderò? Sicuramente.
Troverò un’altra strada? Lo spero.
Cercherò il modo migliore per uscire da questo casino? Lo sto già facendo.
Ma, oggi no, oggi voglio abbandonarmi al mio attacco di panico.

Anonimo
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Riflessioni, propositi, affanni, sogni, ricordi, speranze, cicatrici, obiettivi, preoccupazioni, desideri. Parole sparse, pensieri e riflessioni. Voglia di raccontarsi o semplicemente di sentirsi come a casa.
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