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Una notte un po’ così

Sono le 23:55, ancora cinque minuti e sarà un nuovo giorno.
Sto sul balcone con una sigaretta in una mano e una penna nell’altra. Il silenzio che regna a quest’ora nel paesino di Porto Ercole, è quasi irritante; solo l’abbaio di un cane, il battito di ali del piccione che ormai ha trovato alloggio sulla grondaia, il mio coinquilino che russa nella camera accanto riescono a rompere questa sensazione ovattata.
Davanti a me le luci del piccolo porto e dei pescherecci che partono.

Photo by Jonas Verstuyft on Unsplash

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Sono fisicamente molto stanca, il petto è pesante, l’umore quasi a terra.
Amo i momenti di solitudine; ma stanotte ho paura di rimanere da sola con me stessa.
Perché?
Perché poi si riflette, si pensa troppo e oggi sono troppo stanca per pensare; ma non posso evitarlo e allora per esorcizzare ho deciso di scrivere.
L’ultima volta che presi in mano un foglio e una penna, per scrivere dei pensieri, risalirà probabilmente a circa dieci anni fa.
Cosa mi ha portato a tutto questo?

Photo by Carolyn V on Unsplash

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Potrei chiamare un’amica lontana o la mia mamma per sfogarmi, per non pensare, per parlare di altro; ma non capirebbero, nessuno capirebbe, solo questo foglio mi può consolare; posso contare solo su me stessa e su queste parole nero su bianco.
Ho scoperto relativamente da poco che, l’unica persona che può salvarmi, sono io; e ci sono voluti quasi trent’anni.
Trenta, un numero che mi fa paura, che a stento pronuncio e che a volte cerco di nascondere.

Photo by Marina Lima on Unsplash

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Quanto ci ho messo per arrivare a tutto questo?
A ritrovarmi in un paesino del comune di Monte Argentario, a lavorare anche 17 ore al giorno, a sentirmi ridicola fra la tanta esperienza di persone più giovani di me, ad arrivare alla fine di una giornata praticamente distrutta.
Come sono arrivata fino a qui?
Stanotte questa domanda mi assilla. Mi sento quasi stupida, anche comica alla mia età!

Photo by Thong Vo on Unsplash

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Ma cosa spero di trovare? Cosa sto cercando costantemente da oltre dieci anni? Perché non mi
fermo? Perché mi ritrovo qui a sentirmi inadeguata e stanca? Cos’è questa fame che mi porta a
vagare alla ricerca di una strada “giusta”?
Mi accendo la seconda sigaretta…
Sto cercando di raccontarmi ad un immaginario interlocutore; ma in realtà mi sto raccontando a me stessa; perché ne ho bisogno, perché vedere le risposte scritte rende tutto reale e si crea un minimo di ordine nella mia testa annebbiata da mille pensieri confusi.
Sarei potuta essere in una comoda casa a quest’ora, magari con una famiglia, il cane accoccolato nella cuccia; il lavoro da impiegata sotto casa e nessun problema.

Photo by Roberto Nickson on Unsplash

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Nessuna preoccupazione che non siano il bucato da stendere o il pranzo dai parenti la domenica.
E invece no!
Io la vita me la devo sempre complicare, devo sempre cercare quel qualcosa che mi risvegli la voglia di vivere; devo sempre portare all’estremo la mia salute mentale e fisica.
Qualcuno direbbe: ”Ma chi te lo fa fare? Sei pazza!” e confesso che in una notte come questa probabilmente gli darei ragione.
Ma poi ci penso.
Io dalla tranquillità sono scappata; perché quella vita lì, quel quadretto perfetto io ce l’avevo o comunque si stava realizzando; ma un bel giorno come un fulmine, una visione.

Photo by Fabio Ballasina on Unsplash

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Ho aperto gli occhi una mattina e non solo letteralmente parlando; un istinto di sopravvivenza mi ha invaso e ho deciso che era arrivato il momento di salvarmi; che era arrivata l’ora di “amarmi”, che l’arte che fino a quel momento avevo solo studiato teoricamente poteva e doveva uscire fuori.
Iscrivermi all’ALMA ha segnato il passaggio da “vita monotona e senza stimoli” ad “avventura in un mondo di arte, gusto e disciplina”.
Sono qui sul balcone, i miei occhi fanno fatica a rimanere aperti; ho molto sonno.
Dovrei lavorare alla mia tesi ma, non ho ancora trovato il tempo o la voglia o l’ispirazione… anzi no!

Photo by Christin Hume on Unsplash

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Forse stanotte questa ispirazione è finalmente arrivata; ma ci sono voluti soltanto trent’anni in fondo…meglio tardi che mai.
Era da tanto tempo che non vivevo così intensamente; troppo presa a “sprecare” il mio tempo ad accontentarmi o a progettare un futuro “comodo”.
Ora non progetto più niente; solo la libertà, solo la passione, solo la mise en place.
Forse non avrò la tranquillità a cui molte donne della mia età ambiscono, ma ho la voglia di lavorare come pasticcera, ho la voglia di sperimentare e di buttarmi in situazioni assurde, di assaggiare e di gustare, di imparare e di sbagliare.

Photo by Pille-Riin Priske on Unsplash

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Ora ho me stessa; nonostante tutta questa confusione, nonostante tutta questa sete di vita.
Ora ho la libertà. Che bella parola!
LIBERTÀ
Forse un giorno arriverò alla routine quotidiana serena e noiosa ma per ora è così; tutto intenso, tutto incasinato, tutto folle… ma tutto mio.

Roberta Loi (quasi 30 anni…)
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