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Una vita finita a trent’anni e di una meravigliosa che ricomincia a 32

Una vita che si è sgretolata a 30 anni… un amore finito e io distrutta.  
Un amore che era finito da tempo, ma a cui nessuno aveva il coraggio di mettere la parola fine. Sì, perché nella mia storia non sono io la lasciata, eh no…sono io quella che lascia, quella che si arrende all’evidenza, quella che dice: “non so cosa ma voglio altro”.

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Sono io, la donna, quella che chiede la classica pausa a quello che tutti credono l’uomo perfetto.
Io, che non ci avevo neanche mai creduto alla “pausa di riflessione”, però, questa volta, un po’ ci avevo sperato che quell’ultimo tentativo disperato potesse quanto meno risollevare le sorti di una relazione ormai morta da tempo.
“Solo perché è troppo difficile mettere la parola fine” quanto è saggia la mia mamma.

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Eh sì, ed era davvero troppo difficile, soprattutto per una che non aveva un posto nel mondo dove stare e ben consapevole del fatto che avrebbe perso tutto: casa, stabilità  economica ed emotiva, amici (parliamone) e pure il proprio cane… sì, perché ricordiamo che sono io che lascio, sono io l’orso cattivo della storia.
Però sono anche quella con le palle e col coraggio, quello vero: quindi metto la parole fine e tutto si avvera, perdo tutto, pure me stessa.
Dopo aver passato una vita intera a prenderti cura degli altri, non sai neanche da che parte iniziare a prenderti cura di te stessa.

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Abituata da sempre ad aspettare qualcosa o qualcuno, mi fermo. Sola e stanca. 
Poi, piano piano, comincia la lenta risalita, anzi cado e risalgo ogni giorno. Eppure riesco a trovare il mio angolino nel mondo, e con qualche amico fidato e persino due nuove amicizie comincio anche a ritrovarmi (mamma mia quanto mi ero mancata). Questi pochi amici sono la mia forza, ognuno a modo suo mi salva, e una frase detta da una di loro mi entra in testa e non mi esce più: “Se non stai bene con te stessa non puoi stare bene con gli altri”, la mia cicci ha ragione, non ho bisogno di niente altro che non sia me stessa, coi miei mille casini e cento disagi che, pensa un po’, comincio pure ad accettare, una vita a sentirmi inadeguata e sbagliata e poi capisci che il segreto era accettarsi.

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All’apice del mio:
“Ma quanto sto bene da sola” arriva come una mazzata sul capocollo… Lui. Eh che cavolo!

Diverso da tutti, ma tanto simile a me, un orso con gli occhi scuri, l’esatto opposto del romanticismo eppure chissà per quale strana legge della fisica funziona. Lui non spara paroloni a vanvera, anzi, a volte sparisce, eppure, chissà perché, la sua presenza è sempre reale.
Da solo, impara a gestire anche i tuoi attacchi di panico.

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ASPETTA, vede i tuoi demoni e ancora RESTA (è pazzo pure lui non c’è altra spiegazione). Non ti fa regali da mille e una notte, lui fa una battuta al momento giusto e riesce pure a farti ridere quando stai per perderti e così, sorridente, magari dandogli anche del coglione, torni indietro da lui e da te stessa.
Lui non dice “ti amo” ma “voglio passare la vita a farti ridere”, non ti dice “per sempre” ma ti fa il regalo più prezioso di tutti: un domani, vero e reale.
Un domani che mi aspetta a più di 400 km da casa ma, che non vedo l’ora che arrivi.

Photo by Juliandra Durkin on Unsplash

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Un domani difficile e pieno di insidie, sempre con la mia guerra nella testa ma col mio disagiato gemello (anima gemella fatti da parte). 
Questa è la breve storia della mia vita, di una vita finita sì a trent’anni e di un’ altra meravigliosa che ricomincia a 32.

V.
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