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Uno, Nessuno, Centomila

Il titolo dei più famosi romanzi di Pirandello descrive perfettamente il mio stato d’animo attuale.
Devo precisare che non ho mai finito di leggere questo libro, come d’altronde, non ho portato a termine molte cose nel corso dei miei 30 anni, forse troppe. Oggi, sono UNA, nel senso di single, non in coppia.
La mia ultima storia ufficiale risale a 8 anni fa ormai, e non so quale strano “potere magico” io abbia, ma sia si tratti di colleghi o del gruppo di amici vecchi o nuovi, sono sempre io l’unica senza partner.

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Sono entrata in questo status di single perenne (sono sicura che i più tradizionalisti preferirebbero definirmi zitella) che comincia a strami stretto (forse). Nell’immaginario collettivo, una trentenne single non dovrebbe passarsela male dopotutto: indipendenza, possibilità di divertirsi senza il peso di avere figli e avere magari un´intrigante vita sessuale, senza vincoli e legami.

Photo by Dallas Reedy on Unsplash

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Ebbene, posso permettermi il lusso di smentire e sfatare questo mito. Io comincio a essere un po´stufa di decidere tutto da sola da cosa mangiare a dove andare in vacanza, a non avere qualcuno con cui condividere il mio tempo e tenermi sempre per me le mie ansie e le mie paure.
Alt! Ci sono gli amici e la famiglia, ne sono consapevole, ma non prendiamoci in giro, lo sappiamo tutti ed è ora di ammetterlo: non è proprio la stessa cosa.

Photo by Dallas Reedy on Unsplash

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Senza troppo pudore, ammetto che sono anche stanca di dormire e svegliarmi tutti i giorni da sola. Purtroppo però a 30 anni incontrare qualcuno con cui iniziare a costruire un rapporto serio è difficile, maledettamente difficile.
Direi che, mai avrei immaginato sarebbe stato così complicato. Oltre che UNA poi mi sento anche NESSUNA. Nonostante abbia una laurea, un dottorato e un lavoro affine a quello per cui ho studiato e che mi piace, mi sento nessuna nel senso di vuota, incompleta.

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La sensazione di non avere concluso nulla e di essere solo uno spettatore passivo delle vite degli altri sta iniziando a schiacciarmi. Mi sento poi CENTOMILA, le centomila differenti persone che vorrei essere ma che continuo a far vivere solo nelle mie fantasie senza avere il coraggio di renderle reali.
E così vorrei essere una trentenne, con un abbigliamento più curato, più da DONNA, invece di sembrare ancora la stessa ragazzina del liceo (l’eyeliner resta ancora un qualcosa di inspiegabile).

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Vorrei essere una persona più sveglia e intraprendente, che al lavoro ha sempre la domanda giusta al momento giusto e, invece anche se la domanda ce l’ho non la faccio perché i miei secondi nomi sono TIMIDEZZA E INSICUREZZA.
A 30 anni vi chiederete? Sì, a 30 anni, che ci posso fare?
Non ce la faccio proprio a credere in me stessa. Ed ecco che nella mia mente riaffiora impetuosa un´unica domanda, a cui non riesco a dare una risposta, “MA DOVE HO SBAGLIATO?”.

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In tutto questo grigiore, in questa malinconia e senso di insoddisfazione e di fallimento, si accende però un barlume di speranza. Leggendo di tante altre storie, di chi, come te, sta vivendo questa transizione agli “enta” con disagio, non mi sento più così SOLA e fuori luogo.
Ora come non mai il “MAL COMUNE MEZZO GAUDIO” mi fa troppo comodo.
E così riacquisto un po’ di forza e mi dico, tutto questo fa parte del gioco, “far parte dei 30 anni”.
E niente, vi abbraccio tutti trentenni in qualunque parte di Italia e del mondo vi troviate.
In qualche modo, sento nel profondo (ma proprio nel profondo eh) che ce la CAVEREMO.

D.
itrentenni@gmail.com

 

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