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Variegato ai trenta

The first story is about connecting the dots (Steve Jobs)
C’era una volta, una trentenne.
Con tanti amici trentenni, anno più, anno meno.
Lei era proprio dentro fino al collo nel via vai frenetico della sua trentitudine ed era circondata dai suoi amici trentenni che come lei avevano le vite più varie e diverse, anzi variegate: “come il mio adorato gelato variegato!”, diceva lei.
Un bel giorno, dopo aver metabolizzato alcune gioie e dolori provati nei suoi primi anni di trentitudine, quando l’ultima goccia aveva fatto traboccare il suo vaso, iniziò a sentirsi un po’ spaesata.
8279Forse all’ improvviso si ritrovava a non sapere più quale fosse la sua bussola, le sembrava fosse tutto più complicato e iniziava a chiedersi:
“Che cosa vuol dire avere trent’anni?”.
Ma dai, che domanda difficile le veniva in mente!
Prima di tutto, nessuno lo sa. Secondo, una risposta sola non esiste. E poi…da quando in qua abbiamo voglia di cercare risposte a domande difficili!?!
“Andiamo a bere un drink e rilassiamoci invece di stare qui a stressarci!” le avrebbe risposto qualche amico. E così infatti faceva. E fa tuttora.
Però visto che ormai era lì, a barcamenarsi tra i mille colori accesi dei suoi trentatré, ogni tanto le capitava di vagare con la mente e tornava sempre lì, di fronte a quella domanda. A riflettere su tutto quello che capitava intorno a lei.
wrong_question_headerE una sera lei, nella sua casa da single trentatreenne, dopo essersi preparata la cena, al termine di una giornata di lavoro da dimenticare, una telefonata che l’aveva fatta arrabbiare e una serie tv che l’aveva stufata, ha messo in pausa la serie tv, ha spento il cellulare e si è seduta sul suo divano. Dopo aver realizzato, che lei, non sarebbe bastata da sola per farsi domande e darsi anche delle risposte, ha chiesto una mano alla sua fantasia.
Sì, perché a trent’anni basta cercarla e c’è ancora. Come se di anni, ne avessi sei. Ed è la cosa più bella del mondo.
Presi dalle nostre vite frenetiche a volte rinunciamo a cercarla ma la fantasia ti fa staccare la spina per un po’ dalla realtà e ti nutre di leggerezza.
E quando la ritrovi ti senti come Bastian quando sfreccia su Falcor nella storia infinita.
La_stоria_infinita_(film)Tu invece che urlare Atreyuuuuuuuu, magari canti a squarciagola canzoni anni ’90! O Gli 883 oppure il mitico Cremonini! Oppure balli Shakira come una pazza in pigiama! O ridi senza senso felice! Sì, ridi senza senso felice! La sensazione più bella del mondo. Non importa quello che fai. Comunque sei lì, leggero! Finalmente sospeso!
E visto che quando sei in compagnia della tua fantasia, non ci sono regole e puoi creare quello che vuoi, lei si è ritrovata a creare un mix tra la realtà e la finzione e ha dato vita a due personaggi, due trentenni. Che potessero aiutarla a ragionarci un po’ su questi trent’anni. Si chiamano Camilla e Michele. Lei cervellotica e contorta, come tante delle sue amiche, lui semplice e apparentemente sereno, come tanti dei ragazzi incontrati nei suoi Enta.
E tramite loro, ha dato voce a episodi vissuti e visti con i suoi amici trentenni.
kinfolk-9Una sera a parlare della sensazione che si prova crescendo, la volta dopo dei dubbi e delle incertezze di alcuni trentenni, altre volte di gelato variegato e cocktail di sentimenti. Altre volte di ex, di lasciarsi e della paura che alcuni di noi hanno di amarsi a trent’anni. Una domenica, dopo che il papà l’aveva rimproverata perché “Stai sempre al cellulare”, ha scritto anche di genitori degli anni ’80.
Così, sera dopo sera, le variegature della nostra bella età sono emerse e sono finite in un racconto. E lo sapete la missione impossibile che crede di aver compiuto? Ha fatto intrecciare i pensieri di un ragazzo e una ragazza e li ha fatti comunicare! Finalmente! Almeno per finta!
Anche perché vedendoli lì insieme, ha capito, che presi dalle nostre convinzioni, dalle chat e dai mondi ovattati che viviamo in 2D, ci siamo disabituati a comunicare bene come una volta. E a volte rischiamo di non capirci proprio.
spanish-languageE sapete cosa è successo dopo? Che lei ha pensato potesse essere utile ai suoi coetanei leggere il frutto di quel mese passato in relax sul divano. E lo ha pubblicato! Dandogli anche un prezzo, un valore! Si può comprare…Ha scritto qualcosa che si può addirittura comprare! Che emozione. Sperando in fondo che anche solo una riga potesse essere utile a qualcuno. Oppure potesse aprire un dibattito…per comunicareee!
E sapete anche cosa ha scoperto?
Lei quelle sere ha ritrovato una sua passione. Mentre era lì alla ricerca di aiuto da Camilla e Michele, senza neppure accorgersene ha assecondato una sua passione. Scrivere. Pur non essendo una scrittrice vera.

writingE quando hai una passione, questa ti anima. Ed è una sensazione stupenda. E forse lì mentre pensava alle paturnie dei trentenni, ha iniziato a unire alcuni dei puntini. Il disegno non è di certo completo, ma intanto ha iniziato a tracciare le prime linee!
E come disse Steve Jobs nel suo discorso a Stanford: “The first story is about connecting the dots”.
Da qualche parte bisognerà pur cominciare, no?
Quindi forse avere trent’anni può voler dire anche imparare ad assecondare le proprie passioni. Perché a volte le teniamo dentro ben serrate, ma sottovalutiamo che possono essere clorofilla e ti possono ridare preziosa linfa vitale quando ti senti a terra.
r1468190_21448892E motivazione per andare avanti e affrontare i cambiamenti. Ricordandoci sempre…che non è mai troppo tardi per cominciare!
Per finire…e per non deludervi…di solito le storie che iniziano con “C’era una volta” finiscono con un lieto fine: “e vissero tutti felici e contenti”.
Ma in questa storia per “lei” la storia è ancora tutta da scrivere…mentre per gli altri trentenni può essere di buon auspicio affinché mettano insieme i puntini giusti per trovare il loro lieto fine, unico e speciale!

Nicoletta Gibiino di Variegatoaitrenta
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