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Zattere e barchette. Oceani e laghetti.

Il pensiero di scrivere sul Blog mi sfiora tante, tantissime volte, ma il tempo scorre lento e costante e io sono completamente immersa nel fluire americano.
Sì, perchè qui il tempo fluisce. E la sensazione è quella di essere in un mare dove tu navighi, senza andare alla deriva.
Per la prima volta dopo tanti anni, ho la sensazione di avere il controllo di quella piccola barchetta che è la mia vita.

Photo by Jonny Clow on Unsplash

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Quando sei in America non puoi stare fermo a guardare cosa fanno le altre navi. Anzi, potresti, ma ovviamente perderesti una grande opportunità. Ed è una cosa che ho pensato dal primo momento in cui sono arrivata.
Non capivo assolutamente nulla e nessuno mi capiva. Non avevo la macchina e sapete bene che il mio unico mezzo di trasporto è stato per un anno e mezzo una biciclettina verde paglierino. (O color Tiffany, che è più fashion!).

Photo by Erik Witsoe on Unsplash

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Non avevo amici e il minimo contatto con la sfera esterna mi catapultava nell’Oceano. Troppo grande, sconosciuto, impenetrabile.
Ho iniziato a costruirmi qualcosa per poter uscire allo scoperto. Ho cominciato con quello che avevo.
La mia forza di volontà e la speranza che mettersi all’opera servisse a qualcosa.

L’Italia ha un mare spettacolare, lo sanno tutti, ma io ho l’impressione di essere stata solo a guardarlo.

Photo by Mathyas Kurmann on Unsplash

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Quando ero in quell’Oceano, ero troppo e sempre preoccupata a costruire la nave. Non c’era forza di volontà che tenesse, non era mai abbastanza. La laurea con Lode, poi ti serve il Master e poi il Tfa, e poi cambiano le Leggi. E poi… Poi nel frattempo la vita scorre, tu hai 30 anni, e i 23enni che si laureano sono quelli che ricominciano il ciclo.
E tu sei fuori dai giochi, ti devi accontentare. Ed è quello che ho fatto, sentendomi sempre fortunata per quello che avevo. Una barchetta non eccezionale, ma abbastanza ben equipaggiata. Una barchetta che non poteva salpare.

Photo by Filip Bunkens on Unsplash

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Qui se hai una zattera, ed è quello che avevo quando sono arrivata, e ti dai da fare per costruirne una più grande, prima o dopo, con un po’ di fortuna, puoi allontanarti dalla riva.
Nessuna raccomandazione per avere un posto decente, nessun accontentarsi, nessun:
“Rosa, hai sbagliato a studiare Lettere!”.
Qui, nessuno mi ha mai detto questo. Quando ero sulla battigia a studiare inglese ho continuato a pensare nonostante tutti gli anni trascorsi… Dai, Rosa, hai solo 30 anni. Provaci!

Photo by frank mckenna on Unsplash

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Ed ero in Ohio. Non a Hollywood o a Wall Street.
E niente. Ora sono sempre in Ohio, a Columbus. E l’Oceano magari era solo un laghetto. Ma va bene così. Sento che la barchetta è al suo posto.
Il blog era sulla battigia con me quando cercavo di dar forma all’orizzonte che avevo di fronte e mentre, a poco a poco, provavo a lasciare la riva. Ed ora è sempre con me, a bordo, e ogni tanto ci penso. Mi ricordo a quanto mi abbia dato all’inizio, lascio i remi per qualche minuto, e scrivo…
Potrei tornare in Italia anche domani. Magari ricostruirei una nuova barchetta. Ma nessuno potrà mai più dirmi… “Rosa, la tua zattera non doveva essere in Lettere.”

Rosa di Littleroseinusa

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