30…esami di coscienza

Ciao sono Filippa e ho 30 anni.
Cavolo, come suona importante. Non importa se io sono ferma ai 27 vero?
Che in realtà non è vero. A 25 ne avevo già 30, poi a 28 sono arrivata ai 35 e ora ho fatto qualche passo indietro, riprendendomi quello che mi sembrava di aver perso per strada.
Brutta cosa perdere pezzi di vita per strada.
corsa tipa
CAPITOLO VITA PRIVATA
Dieci anni di relazione felice e solida e cosa succede, arrivo alla soglia dei trenta e mi accorgo che no, lui non è quello che voglio.
Mollo tutto: lui, la casa in ristrutturazione, aspettative degli altri su di me, aspettative mie su di noi, aspettative sue su di noi.
Tutto buttato nel cestino. Canc.
Ho trentanni e so che non è questo quello che voglio.
Io voglio e pretendo di essere felice.
Perchè non me ne sono accorta prima, perchè solo vicino ai trentanni ho pensato bene di farmi un esame di coscienza?
I misteri della nostra psiche.
Proprio ora che nella mia cerchia di amici, non ho un’amica single a pagarla oro. Proprio ora che le amiche più vicine fanno, programmano o parlano di figli. Proprio ora che ho ricevuto solo cinque inviti a matrimoni.
tornare-scrivere
RIPARTO DA ZERO
E allora, riparto da zero, mi rimbocco le maniche, esami di coscienza su esami di coscienza.
Risultato: la persona che sono diventata mi piace.
Ma sono troppo instabile, senza equilibrio, alterno momenti in cui sono una trentenne seria ad altri in cui i postadolescenti sono più maturi di me. Altri esami di coscienza.
Risultato: chi sono? Non lo so.
Per ora alterno frequentazioni con uomini sposati o divorziati, coetanei o quasi allo sbando emotivo e ragazzi molto più giovani di me (ma maturi dentro, almeno questo concedetemelo!) con obiettivi molto chiari in testa. Il tutto non contemporaneamente e non necessariamente in quest’ordine.
Dove mi porterà tutto questo? Non lo so. Sono sicura che a breve seguirà altro esame di coscienza.
fumetto-stagisti
CAPITOLO LAVORO
Laurea triennale, laurea specialistica, master all’estero. FATTO.
Torno a casa e mi aspetta un anno di stage (in un’azienda che “wow” non potevo desiderare di meglio), sottopagato, senza orari, senza festività (perchè la presentazione della collezione cade proprio il 9 dicembre o il 3 giugno, e quindi chi se ne frega delle festività), senza vita privata (ma si sacrifichiamola un pò, cosa sarà mai).
E poi, tadadan…non mi assumono.
Sai è il 2009, inizia la crisi le aziende non assumono, preferiscono fare il valzer degli stagisti piuttosto che investire in una risorsa. Mi rimbocco le maniche e arrivano altri due stage, fino a che arriva il contratto di sostituzione maternità e poi il determinato e infine anche l’indeterminato.
Obiettivo raggiunto (si, credevo io..quale ingenuità!).
aumento
IL PATTO
Mi ritrovo a trentanni,  mi guardo per un attimo indietro e mi chiedo in quale momento preciso io abbia fatto il patto di accontentarmi.
PRO:
- Ho uno straccio di indeterminato, che in tanti mi invidiano
CONTRO:
- Stipendio base dopo 4 anni che lavoro nella stessa azienda
- Nessuna possibilità di aumento
- Nessuna possibilità di crescita, con l’aggravante che appena faccio presente che il mio obiettivo sarebbe quello di crescere  la risposta che sento arrivare è che se facessero crescere tutti chi li farebbe poi i lavori basic (inserire parole in inglese fa molto azienda seria!).
Mi dico che a trentanni sarebbe ora di pretendere di più, ma sono in quel limbo che si chiama middle: 
- Non sono più junior, quindi sono fuori dal valzer degli stages, ma anche di tutti quei lavori a tempo determinato
- Non sono senior e non posso rivendermi come tale
- Ho un costo non indifferente per un’azienda che mi volesse assumere.
Ma dovrebbe anche voler investire su di me, e le aziende di questi tempi non investono neanche più in se stesse, figuriamoci nel capitale umano che ci lavora.
500px-Topolino
SONO IN TRAPPOLA
Esami di coscienza: dove ho sbagliato?
Come posso migliorare la situazione ed essere soddisfatta?
Risultato: mai perdere la fiducia in me. Sperare. Impegnarsi. Farsi valere. Lottare. Non smettere mai di cercare. Sono in trappola, ma in tutti i film c’è una via d’uscita. Ci sarà anche qui. Devo solo trovarla.

linusIL CONSIGLIO
Risultato: troppo tardi tirare le somme a trentanni.
Bisogna tirare le somme ogni sei mesi, periodicamente. Come fare il tagliando alla macchina. Segnarsi in agenda il giorno x e mettersi lì a tavolino. Porsi un paio di domande. Passare al setaccio tutto: studio, lavoro, famiglia, affetti, se stessi. Trovare le risposte. Perchè io credo nel destino, ma il destino va aiutato.

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