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33 anni: Un piccolo racconto

Sono orfana di mamma da due mesi, sono andata a leggere il significato su Wikipedia, volevo capire se quella parola ora è parte della mia vita.
Credevo che la parola orfano/a riguardasse solo i bambini cresciuti in un orfanotrofio, invece no.
Orfana: L’ho ripetuta mille volte in testa in modo che piano piano perdesse di significato, era un gioco che facevo da piccola.
Tutto dal 4 febbraio è una “prima volta” …un caffè, un bagno, una passeggiata con il cane.

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Da una perdita così, ho imparato tanto, anche se duramente ho imparato: che si sopravvive sempre, che ci si può scoprire forti soprattutto per chi sta male (gli devi fare tanta forza), sono stati tre mesi dove, dopo varie complicazioni, ogni giorno io le ripetevo che era bella, brava e forte, ogni singolo giorno.
Questi tre mesi mi hanno preparata alla verità, al distacco, al primo Natale senza di lei, alla casa e alla stanza vuota, a non sentire più la sua voce, a non vederla mentre guarda la TV o ad essere sola mentre mi faccio la tinta…
Ho 33 anni, quasi 34 e sono orfana di mamma, l’ho lasciata andare so che lei ora è serena, non soffre più.

Photo by Elia Pellegrini on Unsplash

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E questa quarantena mi ha messo davanti a tante cose, sento che devo ribaltare la mia vita , sento che il posto dove sono non è il mio posto, che la persona che ho vicino non è la mia persona.
Ho paura?
Sì, molta, perché so che non è facile stare soli ma bisogna farsi coraggio, mia mamma mi ha sempre detto:
“Se non sei felice non stare lì, ovunque tu sia, non stare lì, devi trovare il tuo posto “.
Non ha importanza se non ho figli e non sono sposata, ci fanno crescere con questa idea, che una donna deve fare figli e sposarsi, ma non è così!

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Non è che mi precludo questa possibilità, ma quante probabilità ho che succeda?
Davvero poche, allora è meglio che curi me stessa e mi renda felice, ho un lavoro, sono indipendente, sono forte e la vita è una!
Mia mamma non vorrebbe mai la mia tristezza…
Ti voglio bene mamma vedrai che ce la farò.

I.
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