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Ai nostri ricordi, a quelle notti magiche.

«Notti magiche, inseguendo un goal,
sotto il cielo di un’estate italiana,
e negli occhi tuoi voglia di vincere,
un’estate, un’avventura in più… »

“Un’estate Italiana” fu il singolo più venduto in Italia nel 1990.

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Ricordate la mascotte di quei mondiali? Si chiamava “Ciao” e divenne un tormentone. Penne, gagliardetti, teli da mare, zaini, portachiavi, spille, e noi, bambini di quegli anni, ad attaccarle sulle nostre giacchette di jeans, facendo attenzione a non bucarci le dita.

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Erano anni felici. Il profumo dell’estate faceva capolino dalle finestre, i sussidiari profumavano ancora di nuovo, e la scuola era già alle nostre spalle. Di calcio non ci capivo molto, sapevo che Totò Schillaci era di Messina, la mia città, e che quando alla prima partita segnò quel goal di testa contro l’Austria mio zio abbracciò il grosso televisore a tubo catodico baciando lo schermo e piagnucolando “Totuzzo, Totuzzo”.

CZQ6VdUWcAEeadM (1)Ricordo che ero felice perché con la scusa della “nazionale” si stava tutti insieme, bastava solo scegliere dove.

I miei genitori erano giovani quarantenni felici in una bella “Italia” di fine anni 80.

Si stava bene.

L’organizzazione sul “dove vedere la partita” scorreva lungo i fili arricciati dei telefoni, e di quelle rotelle coi buchi dove infilare attentamente gli indici, perché se sbagliavi dovevi ricominciare daccapo. 

Facciamo una pasta o ordiniamo una pizza?”, “Prendi le sedie pieghevoli nello stanzino così ci stiamo tutti” “Ma no, io mi siedo anche per terra, che porta fortuna!”

Noi bambini eravamo eccitatissimi perché potevamo urlare, saltare, sudare, scatenarci, senza prenderle. E ad ogni goal strillavamo più del dovuto per sfogare la nostra agitazione di bambini scalmanati.

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Ad Italia 90 non vinse l’Italia. Arrivammo in semifinale, ma io questo neanche lo ricordo. 

Quello che ricordo invece, è il nostro Mondiale.

Quello di CCCCCCCCannavaro, del goal di Grosso, di Calciopoli e lo scandalo all’”italiana”, della testata di Materazzi a Zidane, del POOOO POOOOPPOOO PO PO POOO POOO, quello del 2006 insomma.

2006??? Sì Trentenni, sono passati 10 anni. Avevamo 20 anni e il mondo tra le dita. Erano gli anni dell’università, degli amori affannati, delle corse in motorino con il vento dell’estate negli occhi.

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Erano gli anni dei sogni che ancora potevano realizzarsi, della speranza che una squadra mortificata da storie di inciuci, con la forza del gruppo, potesse vincere un mondiale.  

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Non so voi, ma questa volta, sembra quella volta. E alla fine, non importa come andrà stasera, perchè quello che è in grado di fare la Nazionale, almeno nel calcio, è farci ritrovare il gusto di stare insieme. É darci “una scusa” per non avere più scuse. Per fermare il mondo per un attimo, per abbracciarci e urlare, per imprecare e poi riderci su.

czterech_polskich_EURO_6012381Noi quest’anno la finale la vedremo insieme a Coca-Cola, ci hanno chiesto di rappresentare le “quote rosa” di questi Europei sul loro divano.  Io Stefania, sono l’unica vera appassionata di calcio, Silvia non capisce perché Baggio non possa comunque giocare almeno una partita, e Ilaria continua a chiedermi “questa linea immaginaria del fuorigioco” come si fa a vederla se è immaginaria.

Di seguito una loro diapositiva alla partita inaugurale Romania-Franca in casa Coca-Cola.

cocacolaIo purtroppo non potevo essere con loro, ma a quanto pare, nonostante non giocasse l’Italia e non conoscessero, uno, e dico uno giocatore di entrambe le squadre, l’emozione dell’inizio degli Europei, l’enfasi della partita, e il gruppone #tifiamoinsieme che si è creato ha fatto tutto il resto. 

Non sappiamo come andrà stasera, ma siamo certe che alla finale saremo tutte e 3 insieme. Probabilmente arriveremo cantando “Un’estate Italiana”, anche se l’Italia non arriverà in finale. Probabilmente dovrò spiegare ancora ad Ilaria il fuorigioco e dire alla Silvia che NO, neanche Pirlo, che a lei tanto piaceva esteticamente (?!!!) non gioca più in Nazionale.

Vabè, poco importa, infondo, a noi che ce frega, l’importante è stare insieme.

In bocca al lupo Italia!

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Stefania de I Trentenni

Stefania Rubino
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Stefania Rubino

Sono Stefania, ho 32 anni, sono siciliana e sono una Digital Manager. Amo stare in mezzo alla gente, ma anche a casa da sola, sono disordinata e incostante, creativa ma responsabile, vado pazza per le caramelle gommose e ho un debole per le persone gentili. Ah dimenticavo... sono una maledettissima bilancia!
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