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Ho 32 anni e sono una brutta persona

È un giovedì mattina, sono a lavoro. Ho deciso di lasciare il mio cane a casa: di solito lo porto con me (sì, lavoro in proprio, quindi ho almeno la fortuna di avere il mio cucciolo ogni giorno accanto a me), ma concretamente devo insegnargli il distacco. E devo impararlo anch’io.
Sono una brutta persona per vari motivi: ho 32 anni, sono sposata, e se mi sfogo tramite voi, vuol dire che di amicizie vere manco a parlarne.
Qualche anno fa, mio marito ed io abbiamo avuto la doccia fredda che molte coppie non potranno mai immaginare (beati loro): non possiamo avere figli in modo naturale, così hanno detto.

Dopo anni in cui in molti ci sfottevano, con le solite domande tipo “Quando rompete il preservativo?”, “Quando arriva il piccolino?”, “Quando tornate in tre?”, “Quando ci fate diventare zii?”E vai di pianti, rabbia, maledizioni, imprecazioni e chi più ne ha più ne metta.
Eh sì, i pianti non sono ancora finiti e forse non finiranno mai. Stiamo andando avanti con dei tentativi di protocolli di inseminazione artificiale. Risultato dell’anno scorso? Bombe di terapie, una partenza annullata e un aborto biochimico. Che meraviglia, eh? Mi hanno detto di stare tranquilla, che è tutta una questione psicologica: sfido chiunque a farlo, poi ne riparliamo.

Photo by Aron Visuals on Unsplash

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Sono una brutta persona: vivo da mesi in una parvenza di esistenza normale, tengo tutto dentro per quanto riesca a fare. A parte i miei genitori, questo infame destino lo conosce solo la mia migliore amica. Penso che non raccontarlo a nessuno mi eviti almeno il compatimento e le frasi fatte, di cui ne ho piene le palle.
Sono una bruttissima persona: ho scoperto appena un paio di mesi fa, che una persona a me vicina aspetta un figlio. Tra l’altro, anche lei aveva pochissime probabilità di concepire naturalmente. Morale? I miracoli esistono, per gli altri. Devo fare la forte, essere felice per gli altri, soprattutto per questa nuova famiglia, ma sto morendo dentro, ogni giorno che passa, e lo so solo io (nemmeno Dio, perché ormai la mia fede è andata dove non batte il sole – scusate la blasfemia, ma sono una brutta persona).

Nella mia vita ho sempre dovuto combattere per avere TUTTO: la laurea, che ho raggiunto da sola, con tanti obiettivi finiti nel cesso; il primo lavoro, che non era nel mio settore; i successivi lavori, che erano in mano a persone più brutte di me; quello attuale, che mi sono dovuta creare con l’aiuto dei miei; una casa, comprata coi sacrifici miei e di mio marito, alla faccia dei figli di papà che hanno tutto ciò che vogliono appena schioccano le dita. Non mi poteva andare liscia almeno avere dei figli in modo normale? Un “salto del cefalo” mancato e via, ecco qui: un sogno che si sarebbe realizzato, come coronamento di un amore, quello con mio marito, che vive da anni e sta resistendo anche a queste tempeste.

Photo by Alex Iby on Unsplash

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Sono una bruttissima persona perché, lo ammetto, provo invidia! Invidio chi ha un figlio in grembo, chi lo porta per mano al parco, chi lo tiene in braccio, chi lo coccola… Ieri sono scoppiata a piangere, mentre vedevo un nonno che giocava con la nipotina davanti alla vetrina della mia attività.
Ho un cane, lo sto amando come il figlio che non ho. Se non ci fosse stato l’aborto, sarebbe nato in questo mese. La mia vita sarebbe stata diversa. E non credete a chi dice che non bisogna vivere in funzione di un figlio che non arriva: la vita, come ciclo naturale degli eventi, è destinata ad avere un futuro. Magari chi non vuole un figlio, può averlo naturalmente. Perché allora io no? Perché il destino, ha deciso di dare figli a chi non li vuole, a chi li uccide, li tortura, li violenta, li massacra, li ferisce, li abbandona, e a me no? Come faccio a non provare invidia? Provo invidia da morire, mi sta logorando dentro. E ammetto che mi faccio schifo, perché provo invidia, ecco perché sono una brutta persona.
Scusate lo sfogo, ora vado a fare finta che tutto vada bene.

Anonimo
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