Mi chiamo Chiara e no, io i trent’anni non li ho ancora compiuti. Eppure, non so perché, è come se io, i miei futuri 30, me li sentissi già addosso. Perché diciamocelo, compiere trent’anni è una cosa, ma maturare e diventare grandi con tutti gli sbattimenti e le gioie del caso è un’altra.
Io mi sento un po’ così, adesso: nel bel mezzo di questo infinito processo di maturazione che ora più che mai, a due anni dai famigerati 30, mi sta traghettando da una fase della mia vita a un’altra.
Photo by Willian Justen de Vasconcellos on Unsplash
Si dice che siamo il risultato delle nostre esperienze, delle nostre decisioni e delle persone che incontriamo. Solo adesso capisco cosa vuol dire davvero. Solo adesso capisco il valore inestimabile delle difficoltà e delle delusioni vissute durante l’adolescenza, di quella costante sensazione di inadeguatezza, di tutte le ore passate in silenzio con me stessa a riflettere sul senso della vita e a interrogarmi su chi io fossi e chi sarei voluta diventare. Per non parlare dei fallimenti e dei “no” che sul momento bruciano così tanto ma che prima o poi, rivelano la loro immensa ricchezza.
Del resto si sa, “chi la dura la vince” e allora la soddisfazione è doppia.
Photo by Arisa Chattasa on Unsplash
E oggi, io ventottenne, che mi sono costruita un pezzetto di stabilità in questa vita, mi sento finalmente libera di tirare il fiato, come chi ha percorso tanti chilometri e alla prima tappa, tagliato il primo traguardo, si guarda indietro come a voler esser certo di essere arrivato per davvero, nonostante tutta quella strada, nonostante tutta quella fatica. Ci si guarda indietro ma la direzione per diventare chi si è davvero è sempre e solo una.
Io sono proprio lì, alla mia prima tappa, ancora un po’ stanca del viaggio ma in pieno recupero. Sto ancora guardando indietro e sto ripercorrendo con gli occhi le esperienze vissute, le decisioni prese, le persone incontrate.
Photo by Helena Lopes on Unsplash
Vedo lì la fase del: “ma che università scelgo? Ma come faccio a essere sicura? Chi mi può dare un consiglio, un supporto, insomma…chi mi può dire chi devo diventare?”, poi il “parto o non parto? “, “Lo voglio fare davvero o lo faccio solo per provare qualcosa a me stessa e agli altri?” e ancora il “è lui quello con cui voglio stare, anche se non mi sento più me stessa quando siamo insieme, o posso farcela da sola?”.
Ragazzi, è una faticaccia districarsi in un mare di domande come queste, soprattutto quando hai ancora le idee confuse su chi sei. Ma è inutile dirlo, il tempo passa, noi cresciamo, la strada da fare prima o poi si esaurisce per tutti.
Photo by Stephen Di Donato on Unsplash
Ed eccomi qui a tirare le somme e ad assaporarmi tutto quello che ho conquistato fin qui, grata di riuscire finalmente a SENTIRE e VIVERE appieno quelle emozioni che non potevo apprezzare prima, troppo presa a crescere e diventare la Chiara di oggi.
Ora per un po’ voglio mettere in pausa e godermi questi magnifici “quasi 30”.
Questo spazio è dedicato alle vostre storie. Riflessioni, propositi, affanni, sogni, ricordi, speranze, cicatrici, obiettivi, preoccupazioni, desideri. Parole sparse, pensieri e riflessioni. Voglia di raccontarsi o semplicemente di sentirsi come a casa. Scriveteci a itrentenni@gmail.com
IL MIO MOMENTO VERSO I “QUASI 30”
itrentenniMi chiamo Chiara e no, io i trent’anni non li ho ancora compiuti. Eppure, non so perché, è come se io, i miei futuri 30, me li sentissi già addosso. Perché diciamocelo, compiere trent’anni è una cosa, ma maturare e diventare grandi con tutti gli sbattimenti e le gioie del caso è un’altra.
Io mi sento un po’ così, adesso: nel bel mezzo di questo infinito processo di maturazione che ora più che mai, a due anni dai famigerati 30, mi sta traghettando da una fase della mia vita a un’altra.
Photo by Willian Justen de Vasconcellos on Unsplash
Si dice che siamo il risultato delle nostre esperienze, delle nostre decisioni e delle persone che incontriamo. Solo adesso capisco cosa vuol dire davvero. Solo adesso capisco il valore inestimabile delle difficoltà e delle delusioni vissute durante l’adolescenza, di quella costante sensazione di inadeguatezza, di tutte le ore passate in silenzio con me stessa a riflettere sul senso della vita e a interrogarmi su chi io fossi e chi sarei voluta diventare. Per non parlare dei fallimenti e dei “no” che sul momento bruciano così tanto ma che prima o poi, rivelano la loro immensa ricchezza.
Del resto si sa, “chi la dura la vince” e allora la soddisfazione è doppia.
Photo by Arisa Chattasa on Unsplash
E oggi, io ventottenne, che mi sono costruita un pezzetto di stabilità in questa vita, mi sento finalmente libera di tirare il fiato, come chi ha percorso tanti chilometri e alla prima tappa, tagliato il primo traguardo, si guarda indietro come a voler esser certo di essere arrivato per davvero, nonostante tutta quella strada, nonostante tutta quella fatica. Ci si guarda indietro ma la direzione per diventare chi si è davvero è sempre e solo una.
Io sono proprio lì, alla mia prima tappa, ancora un po’ stanca del viaggio ma in pieno recupero. Sto ancora guardando indietro e sto ripercorrendo con gli occhi le esperienze vissute, le decisioni prese, le persone incontrate.
Photo by Helena Lopes on Unsplash
Vedo lì la fase del:
“ma che università scelgo? Ma come faccio a essere sicura? Chi mi può dare un consiglio, un supporto, insomma…chi mi può dire chi devo diventare?”, poi il “parto o non parto? “, “Lo voglio fare davvero o lo faccio solo per provare qualcosa a me stessa e agli altri?” e ancora il “è lui quello con cui voglio stare, anche se non mi sento più me stessa quando siamo insieme, o posso farcela da sola?”.
Ragazzi, è una faticaccia districarsi in un mare di domande come queste, soprattutto quando hai ancora le idee confuse su chi sei. Ma è inutile dirlo, il tempo passa, noi cresciamo, la strada da fare prima o poi si esaurisce per tutti.
Photo by Stephen Di Donato on Unsplash
Ed eccomi qui a tirare le somme e ad assaporarmi tutto quello che ho conquistato fin qui, grata di riuscire finalmente a SENTIRE e VIVERE appieno quelle emozioni che non potevo apprezzare prima, troppo presa a crescere e diventare la Chiara di oggi.
Ora per un po’ voglio mettere in pausa e godermi questi magnifici “quasi 30”.
Chiara
itrentenni@gmail.com
itrentenni
Riflessioni, propositi, affanni, sogni, ricordi, speranze, cicatrici, obiettivi, preoccupazioni, desideri. Parole sparse, pensieri e riflessioni. Voglia di raccontarsi o semplicemente di sentirsi come a casa.
Scriveteci a itrentenni@gmail.com
Latest posts by itrentenni (see all)
Potrebbe anche piacerti
Lettera al mio semino
Ciao mio piccolo semino, chi ti scrive è la tua mamma o per lo meno quella che lo è stata anche se...
Gli anni di Cristo
A febbraio di quest’anno saranno 33, i famosi “anni di Cristo”. Ad un mese dallo scalino...
36 anni.. Quant’è bella giovinezza,...
Ciao, fra qualche minuto dovrò soffiare su ben 36 candeline, vorrei tanto fermare il tempo, ma è impossibile,...